Pacs: Bertinotti, lettera d’impegno ad Arcigay

Fausto Bertinotti ha scritto al presidente dell’Arcigay Sergio Lo Giudice per “assumere un impegno preciso rispetto alle richieste che il movimento GLBT ha avanzato”.

ROMA – Fausto Bertinotti ha scritto al presidente dell’Arcigay Sergio Lo Giudice per “assumere – come lui stesso manifesta – un impegno preciso rispetto alle richieste che il movimento GLBT ha avanzato ai candidati per le primarie dell’Unione”.

“Penso a tre questioni fondamentali”, precisa il leader di Rifondazione. “La prima consiste in una serie di interventi che potremmo definire di “legislazione positiva” per il vero superamento di ogni forma di discriminazione per i gay, le lesbiche e i transessuali (nel lavoro,nelle relazioni sociali, nei diritti) sulla base del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere. Non parlo solo di interventi normativi ma anche di carattere regolamentare, di monitoraggio e di promozione al fine di avviare un processo positivo di superamento di discriminazioni, ostacoli e per l’estensione di diritti e opportunità. In questo quadro si inserisce, tra l’altro, anche la necessità di superare la normativa esistente per i transessuali, la legge 164 del 1982″.

“La seconda riguarda un impegno specifico e preciso per l’approvazione di una legge per il riconoscimento delle unioni di fatto, per i PACS, e la garanzia di diritti fondamentali alla persona che oggi vengono negati”.

“La terza riguarda una serie di impegni sui quali concordo pienamente, anche rispetto al ruolo che il nostro Paese può assumere a livello internazionale per la promozione di una nuova stagione dei diritti umani e per l’assunzione di misure di condanna e di contrasto per quei Paesi che praticano forme di discriminazione e repressione, spesso violenta, nei confronti dei gay, delle lesbiche e dei transessuali”.

“Penso che questi interventi – conclude Bertinotti – siano fondamentali dentro un’ispirazione di un nuovo corso politico, in cui diritti del lavoro, diritti sociali e diritti della persona non possano essere separati ma vadano intrecciati in un processo di vera riforma del nostro Paese”.