Pacs. Di Pietro: non sono contro la Chiesa

“C’è una sostanziale differenza tra regolamentare il matrimonio tra coppie omosessuali e riconoscerne alcuni diritti fondamentali che sono stipulati nel Pacs”.

ROMA – “C’è una sostanziale differenza tra regolamentare il matrimonio tra coppie omosessuali e riconoscerne alcuni diritti fondamentali che sono stipulati nel Pacs, come l’assistenza ospedaliera, il diritto di successione e tanti altri che oggi sono loro negati e che riguardano tutte le coppie di fatto, sia etero che omosessuali”, ha affermato Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori.

“I Pacs sono uno strumento che riconosce alcuni diritti che non vanno contro i principi della Chiesa cattolica, anzi. Un buon cattolico dovrebbe cercare prima di tutto di affrontare questi problemi che riguardano l’unione tra due persone, retta dall’amore. Come al solito – ha proseguito Di Pietro – la questione viene risolta all’italiana, per cui una coppia gay che vuole avere alcuni diritti riconosciuti, si ritrova ad aggirare la legge, usando altri strumenti, come ad esempio l’adozione di uno dei due soggetti”.

“La Chiesa ufficiale nasconde la testa sotto la sabbia, mentre il suo ruolo non dovrebbe essere quello di interferire moralmente su come le persone vivono le proprie scelte di vita, ma aiutare a superarle. Non stiamo discutendo di matrimonio, anche perché dovremmo poi riformare tutti il diritto di famiglia e non è questo il nostro intento. Vogliamo solo – ha concluso Di Pietro – che alcuni diritti siano riconosciuti a tutti. La questione è così importante che strumentalizzarla è un atto scorretto”.