Padova: i ragazzi di Arcigay donano il sangue

Oggi a Padova alcuni ragazzi che si sono dichiarati omosessuali si sono rivolti al locale Centro di raccolta sangue per proporsi come donatori e i medici non hanno opposto alcuna obiezione.

PADOVA – Dopo il rifiuto di un medico milanese di accettare una donazione di sangue da un omosessuale, l’Arcigay si mobilita. Oggi a Padova alcuni ragazzi che si sono dichiarati omosessuali si sono rivolti al locale Centro di raccolta sangue per proporsi come donatori e i medici non hanno opposto alcuna obiezione.

“La discriminazione di un donatore di sangue omosessuale a Milano è sicuramente un fatto grave – dicono all’Arcigay – ma ci consente di chiamare l’attenzione della nostra comunità gay e lesbica su un tema forte quale appunto la scelta di donare sangue. I Giovani di Arcigay hanno deciso di rispondere a quanto accaduto con un gesto positivo. Durante questa settimana i nostri volontari si presenteranno presso i centri trasfusionali di tutta Italia ad effettuare le analisi necessarie per ottenere l’idoneità di donatore”.

Riguardo all’iniziativa di Padova, l’Arcigay commenta: “Medici e assistenti sanitari ci hanno rassicurato in merito alla loro politica: nessuno può essere escluso dalla donazione per il proprio orientamento sessuale, ma solo se ha tenuto comportamenti a rischio. Alla luce di queste dichiarazioni, chiediamo al ministero della Salute di monitorare tutti centri trasfusionali in Italia. Non è ammissibile che vengano usati due pesi e due misure a seconda del polo sanitario in cui ci si trova”.

L’Arcigay tiene a sottolineare che sulla salute non si scherza e che l’iniziativa non è certo un’azione politica e invita i propri sostenitori a collaborare con le associazioni di donatori come Avis e Fidas “per promuovere una cultura della donazione aperta a tutti gli orientamenti sessuali”.