Padova: Il parroco chiude la materna e apre la “scuola anti-gender”

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Importando un modello nato negli Usa, don Giovanni scatena le proteste dei genitori

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Chiusa la scuola materna che c’era, apre la scuola “anti-gender“. Il parroco di Montà (alle porte di Padova) non ha voluto sentire ragioni. A niente sono valsi gli sforzi dei genitori, che per difendere la vecchia scuola avevano anche comprato i mobili e si erano offerti di fare le pulizie. A niente è valso neanche il parere contrario della diocesi. Don Giovanni Ferrari non ha voluto sentire ragioni. E così aprirà la scuola di Alleanza Parentale, benedetta solo dai neocatecumenali, con classi di 10 alunni al massimo in cui ad assumere la maestra saranno i genitori e sarà unica per tutto il ciclo scolastico. I programmi, spiega il Mattino di Padova , saranno ministeriali ma con uno sguardo rivolto al passato e una regola imprescindibile: niente “teoria del gender” perché, spiegano, “sui bambini non si fanno esperimenti”.

La scuola potrebbe aprire i battenti già da settembre prossimo con una seconda elementare. Don Giovanni, infatti, si è messo contro i genitori del quartiere e anche la diocesi che ha fatto sapere di non condividere la mossa del prete. La scuola parentale prenderà il posto di quella che ormai da 57 anni vede crescere tutti i bambini del quartiere e difesa strenuamente proprio dai residenti.

CONTRARIA LA DIOCESI

I giornalisti del Mattino, fingendosi genitori in cerca di informazioni, hanno chiamato il numero di riferimento che si trova sul sito della scuola e don Giovanni, restio a rispondere ai giornalisti qualificatisi tali, si è dimostrato molto loquace spiegando che “ci vogliono persone coraggiose per questo progetto”. “Siamo pronti a partire con un po’ di genitori di questa zona e con una maestra già individuata – spiega ai finti genitori -. Siamo pionieri, ma negli Stati Uniti questo modello funziona già”.

La scuola sarà ospitata nei locali della parrocchia di via Montà, secondo quanto si apprende sul sito, contro il parere della diocesi che ha chiesto al parroco si fermare il suo progetto. Inutilmente, a quanto pare. E non è solo una questione di locali. “Non si conosce abbastanza di questo tipo di scuola – dicono dalla diocesi secondo il Mattino , riferendosi al modello educativo importato dagli Usa – e prima di accoglierla c’è bisogno di condividerla con gli uffici diocesani e con la comunità”.

I GENITORI DA TEMPO CRITICI COL PARROCO “ANTI-GENDER”

Un parroco, don Giovanni, che sulla questione dell’inesistente “teoria gender” si era già fatto conoscere dai parrocchiani. Sempre al Mattino , i residenti del quartiere hanno raccontato che “in tutto l’anno non ha mai trovato il tempo di passare alla scuola materna a salutare i bambini. E che quando ha preso il microfono, alla recita di fine anno, si è limitato ad annunciare un’iniziativa anti-gender per la domenica successiva. Abbiamo dovuto costringerlo a tornare al microfono per salutare i bambini”. A lui si deve la chiusura della sezione locale dell’Azione Cattolica e l’abolizione del Grest (il campo estivo gestito dall’AC). Raccontano, ancora, che non ha mai voluto sostituire l’immagine di Ratzinger con quella di Bergoglio e che invitava i ragazzi del quartiere a fare attività sportive che si trasformavano subito in orazioni. Un atteggiamento che ha portato moltissimi abitanti di Montà ad allontanarsi dalal parrocchia per convergere su altre. Ora, è ritenuto responsabile anche della chiusura della scuola in favore della nuova “Alleanza Parentale”.

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La scuola di Montà on è la prima di questo genere. Gli altri istituti di Alleanza Parentale si trovano a Staggia Senese (Siena), Brescia, Adrara San Martino (Bergamo), Schio, (Vicenza), Monza e San Giovanni Lupatoto (Verona).

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