PadovaPride: Forza Nuova risponde a Casarini

Sergio Celin, Segretario provinciale di Forza Nuova Padova, risponde alle affermazioni di Casarini, che promettevano un sabato caldo.

PADOVA – «Con la presente ribadisco che la manifestazione di sabato 8 giugno, organizzata per contestare il Gay Pride, Forza Nuova darà dimostrazione di stile e di civiltà a tutta la città, dal momento che non ci nasconderemo dietro a dei passamaontagna o caschi». A dichiararlo è Sergio Celin, segretario provinciale padovano di Forza Nuova dalle colonne del Mattino di Padova. Il riferimento – chiaro – è alle posizioni espresse ieri da Luca Casarini, che annunciava proteste contro la manifestazione del movimento di estrema destra, prevista in contemporanea al Gay Pride nella città del Santo, sabato prossimo.

«Noi per sabato non garantiamo che sia una giornata tranquilla. – aveva affermato Casarini ieri – La Questura doveva vietare questa provocazione nazista, fatta tra l’altro in violazione della Costituzione».

E la risposta di Forza Nuova è netta: «Tutti i parlamentari di sinistra che ci contestano, dovrebbero prima di tutto guardare attorno a se stessi e valutare attentamente le parole di Casarini che minaccia disordini in città! Forza Nuova non si tirerà indietro e non accetterà intimidazioni o provocazioni da parte di nessuno!».

Sono comunque ingenti le misure di sicurezza previste per sabato prossimo a Padova. Ieri il questore Rodolfo Poli, al fine di garantire un’ulteriore zona di rispetto per la basilica di S. Antonio, ha imposto ai promotori della manifestazione di Forza Nuova una prescrizione sul percorso per evitare che il corteo transiti in via Luca Belludi (la via che conduce al Santo), limitandosi a percorrere corso Umberto Primo, via Rudena e corso Ruzante. La zona della basilica, quindi, sarà off limits per tutti, tranne che per i pellegrini attesi nel week end. In questo modo tra il corteo nazionale del gay pride e quello di Forza nuova resterà una distanza di circa un chilometro, considerata di sicurezza.

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Oggi c’è stato un primo incontro per coordinare l’impegno di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale. Domani, giornata in cui è previsto l’arrivo di rinforzi, ce ne sarà un altro. La vigilanza sugli obiettivi sensibili è comunque già attiva. Sabato saranno controllati con attenzione anche treni, strade e caselli autostradali.

Alla manifestazione hanno già aderito Rifondazione comunista che sarà presente con una propria delegazione composta dai parlamentari Titti De Simone, Niki Vendola, Tiziana Valpiana, da Ugo Boghetta e Luigi Sperandio, e la Sinistra giovanile dell’ Emilia Romagna presente con una delegazione di ragazzi e ragazze provenienti da diverse province della regione.

"Condividiamo pienamente il manifesto politico del Gay Pride – spiega il segretario regionale di SG Alessio Mammi – in particolar modo dove si afferma la necessità di estendere nuovi diritti a fasce di popolazione che ne sono escluse. Occorre inserire nei principali strumenti di difesa della dignità della persona (Legge Mancino, Statuto dei lavoratori) anche una norma antidiscriminatoria che possa tutelare le persone dalle discriminazioni che subiscono a causa del proprio orientamento sessuale a scuola, nei luoghi di lavoro o nelle forze armate".

Intanto, nella giornata di oggi, si è svolto il convegno sul tema "Il ruolo dell’Unione Europea nella difesa dei diritti umani e civili delle persone omosessuali nei Paesi mediterranei e nell’ Europa dell’Est". Nell’ incontro, al quale è intervenuto il presidente nazionale dell’Arcigay Sergio Lo Giudice, è stato sottolineato, in particolare, come debba essere "motivo di orgoglio per ogni europeo vivere in un’ Unione che si adopera attivamente non solo per promuovere l’ uguaglianza dei suoi cittadini, ma anche per diffondere libertà e stato di diritto al di fuori dei suoi confini, come sta avvenendo per i Paesi in via di adesione alla Ue ma anche nei paesi dell’Est europeo e del bacino del Mediterraneo con cui più stretti sono i rapporti".

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"Il ruolo che l’ Europa ha o può avere nella promozione di pari diritti per le persone omosessuali – hanno rilevato gli intervenuti – è stato evidente nell’anno passato se solo si pensa all’abrogazione delle ultime norme discriminatorie in Romania o alla vicenda dei 52 omosessuali incarcerati in Egitto. Quest’ ultima ha suscitato un vasto numero d’iniziative ed una campagna internazionale di pressione sul governo egiziano di cui Arcigay è stata attiva protagonista in Italia".