Padre e madre, la ribellione dei Comuni: è possibile scrivere ugualmente i nomi di entrambi i genitori same-sex

Secondo Antonio Decaro, i Comuni potranno registrare comunque 2 genitori dello stesso sesso, non curandosi che non siano padre e madre.

Antonio Decaro, presidente Anci, ha spiegato a La Repubblica che in tutti questi anni non ha mai avuto padri, madri, nonni o altri parenti che si siano lamentati del fatto che sulla carta d’identità fosse scritto genitore 1 e 2. La guerra ideologica del ministro degli Interni che con il suo atto ministeriale sta portando confusione nei Comuni, e che ha creato disagi a tutte quelle famiglie arcobaleno che sono preoccupate di non vedersi riconosciute come tali. Dalla famiglia dimezzata alla perdita dell’identità del bambino, gli ufficiali dello Stato Civile non sanno come fare a registrare entrambi i genitori. Ma qui interviene il presidente Anci Decaro, nonché sindaco di Bari,  il quale ha deciso assieme alla collega torinese Chiara Appendino di continuare a iscrivere entrami i genitori, permettendo al figlio delle coppie LGBT di avere due mamme o due papà.

Quello che non può fare, però, è modificare la dicitura padre e madre, in quanto presente in moduli già pre compilati. Ma nessuno gli vieta di inserire due donne o due uomini nelle caselle indicate.

I Comuni compileranno i due campi previsti dal decreto non curandoci del sesso dei genitori

La decisione di Antonio Decaro sembra la scelta più logica, per non creare caos negli uffici comunali e consentire alle coppie LGBT di sentirsi una famiglia anche a livello legale. Il presidente Anci, che raccoglie circa 8.000 comuni, ha spiegato:

Noi cerchiamo di riconoscere il diritto di tutte le persone che abbiano l’onore di servire: i cittadini. Io da sindaco di Bari provo a dare risposte ai problemi di chi ci vive e questa formulazione non me ne da la possibilità e non è nell’interesse del bambino.

Non potendo modificare autonomamente il modulo, perché è stato immediatamente modificato dopo il decreto inviato dal ministero degli Interni, “Ogni comune potrà decidere come vuole“, spiega. Ma di una cosa può essere sicuro di fare, senza andare contro la legge:

credo che compileremo i due campi previsti mettendoci i nomi dei due genitori  presi dai documenti all’anagrafe . L’ufficiale deve rispettare il certificato e le sentenze.

Le stesse sentenze che riconoscono anche che due uomini o due donne sono riconosciuti come i genitori.

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Rimane un unico fatto: per le famiglie omogenitoriali, uno dei padri dovrà stare nella casella “riservata” alla madre. Viceversa, in una famiglia composta da due donne, una delle due dovrà essere inserita nella casella dedicata al padre. Prendendo i nomi indicati nell’anagrafe, non conta tanto che siano uomo e donna, bensì che siano riconosciuti come gli effettivi genitori. Questo è assolutamente legale. Anche perché “la legge sulla podestà genitoriale non è stata cambiata, e a quella ci si rifà per i documenti dei ragazzi sotto i 18 anni“.