Le pagelle di Gabriella Sassone #Sanremo2016

“Il pomo d’adamo di Madalina e l’ambiguità di Garko”.

Gabriella Sassone non ha bisogno di grosse presentazioni. E’ la penna più dissacrante dell’insidioso universo del web. E’ una delle giornaliste più temute dagli addetti ai lavori e non. E’ la regina del gossip. Ma del gossip quello vero. Quello con la G maiuscola. Quello che forse non esiste davvero più. Quello che ha raccontato per anni in tv, nei salotti domenicali di Simona Ventura e sulle pagine de “Il Tempo, sui maggiori settimanali rosa e sulla testata web dell’amato/odiato Roberto D’Agostino. Sanremo è finito e chi meglio di lei per mettere la parola fine, al chiacchiericcio di queste cinque serate?

Questo festival come le è sembrato?

Sanremo, si sa, è un carrozzone infinito, una sagra canterina da cui non si può sfuggire per cinque sere, perché è da sempre lo specchio del Paese. Questo secondo Festival targato Conti mi è sembrato molto renziano, filogovernativo e politicamente corretto. L’unico vero brivido l’ha dato la commovente ed eccezionale performance del maestro Ezio Bosso. Per il resto, molto spettacolo, molti ospiti per lo più inutili e strapagati, vedi Nicole Kidman e comici che non fanno ridere. Come sempre le canzoni passano in secondo piano.

Renziano?

Ieri sera ci siamo trovati sul palco, contemporaneamente, i tre amici dell’adolescenza di Renzi: Conti, Pieraccioni e Panariello. Fai tu.

Qualcuno sostiene che sia stato un Sanremo pro Cirinnà…

Di più: lo definirei uno “spottone” per le unioni civili. Ma è giusto così. Si è parlato di un Sanremo gay friendly ma questo, in realtà, è stato un Sanremo gayssimo. Non solo per la bella trovata dei nastrini arcobaleno appesi ai microfoni, messi come braccialetti, come papillon, ma anche per l’alto numero di artisti gay, ospiti compresi. Si faceva prima a fare il computo degli eterosessuali (ride, ndr).

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Carlo bravissimo. Virginia, pure. E Madalina?

Su Madalina stendiamo un velo quasi pietoso: è stata pressoché inutile. Bella, bellissima, grande fisico, ma poi? Mi fa sorridere che le critiche e le cattiverie dei telemorenti” si siano concentrate tutte su Gabriel Garko. Ma come mai giornalisti, critici vari e avariati presenti in massa a Sanremo, non hanno detto nulla dell’enorme pomo d’adamo che svetta sul collo da cigno di Madalina? Come mai nessuno ha detto che quel pomo d’adamo lì, non ce l’hanno manco i migliori travestiti brasiliani?

Piuttosto, Garko: ci è o ci fa?

Perché dobbiamo per forza ficcare il naso sotto le lenzuola dei ricchi e famosi? Mi fa specie che siano proprio i gay conclamati, quelli che reclamano i diritti a gran voce, quelli che si sentono spesso ghettizzati, a ghettizzare gli altri, a voler capire per forza se Garko sia o non sia omosessuale. Quanto a Gabriel è sempre stato un ragazzo timido, allergico ai flash, alle interviste e ai giornalisti. E’ un tipo riservato che vive tranquillo nella sua villa di Zagarolo e fa poca vita mondana. Pensa che in passato mi fece cacciare dalla sicurezza da una sua festa di compleanno perché sosteneva che io facevo domande strane. Io a Gabriel, complessivamente dico bravo. Mi sembra cresciuto e migliorato anche di carattere.

Non pensa che abbia stancato questa continua caccia maniacale al gay?

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Mi sembra una caccia alle streghe un po’ superflua e ridicola. Diciamo poi che oggi fa anche figo essere gay friendly e schierarsi dalla parte dei gay, come fanno anche molte showgirl in menopausa, molte opinioniste da strapazzo e molte prezzemoline inutili. E poi ci sono artisti, da Amanda Lear a Renato Zero, che hanno costruito carriere sull’ambiguità. Perché svelare tutto di noi?

Passiamo ai cantanti: Scanu?

Lo amo. Lo trovo simpaticissimo e non sbaglia mai un colpo. Ho fatto il tifo per lui e mi dispiace che sia arrivato solamente tredicesimo.

Arisa?

Meglio quando canta, che quando presenta. Credo che lei e Emma, lo scorso anno, nei panni di improbabili vallette in quanto a gaffe, papere e stranezze, resteranno nella storia. Neanche dieci Garko e dieci Madaline potranno far di peggio.

Noemi?

Stupenda la sua canzone e la sua nuova forma fisica.

La Fornaciari le è sembrata: più miracolata o più raccomandata?

Direi non classificata.

Clementino?

Un “big” mai visto prima.

Elio e le storie tese?

Elio è un genio. L’unico che osa, che non gliene frega niente di nessuno, è un artista unico e se ne sbatte del giudizio altrui. L’ultima sera mascherati da Kiss, con tanto di linguaccia, hanno vinto e stravinto su tutti.

Scusi se cambio argomento: ma che ci faceva Metis de Meo, all’Ariston, in seconda fila?

Quello che ci facevano la Parietti, la Parodi, Valeria Marini e tante altre. A Sanremo quest’anno c’era persino Daniela Martani, che ormai si è riciclata come dj di grido e si è esibita tutte le sere alla consolle di Casa Sanremo.

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Torniamo ai cantanti: il vincitore dei (non) giovani, Francesco Gabbani, pare abbia un talento molto più grande della sua voce. Ne sa qualcosa?

(ride, ndr) i soliti amici gay, come te, sono andati a guardare subito lì. E hanno favoleggiato di un vero e proprio Big Bamboo tra le gambe. Sarà il nasone di Francesco a dare questa idea o il pantalone attillato? Ad, saperlo!

Rocco Hunt?

Grande energia.

Caccamo e la Iurato?

Detestabili, demodè. Ti fanno rimpiangere i Jalisse. Inspiegabile il loro terzo posto.

La Michielin?

Molto, molto brava.

E i vincitori?

Pazzeschi. Un testo meraviglioso e una musica stupenda. Adoro gli Stadio e sono pazza, da sempre, della voce sexy e profonda di Curreri.

Chi era la più bella tra le cantanti in gara?

Patty Pravo. Nonostante tutti i trapianti facciali che le hanno sconvolto i lineamenti, il botox, il naso camuso alla Califfo e gli occhi da cinesina, resta la più elegante. E, nell’esibizione di ieri sera, si sono persino capite, le parole. Miracolo.

E tra il sesso forte?

Ai soliti amici gay è piaciuto molto, o meglio, ha attizzato l’ormone, il marocchino con la faccia da kebbabaro, Mahmood. Io tutti questi belloni non li ho visti. Pensa che per me il vero Festival è stato quando si sono esibiti i Pooh, che hanno fatto ballare con la loro energia incredibile tutto l’Ariston e tutta la sala stampa.