PAGINE AL FEMMINILE

Roma Pride: un convegno curato da Valeria Vigano indaga l’identità lesbica nella letteratura del Novecento. Da Virginia Woof alle scrittrici contemporanee, dalla narrativa alla filosofia.

ROMA – Il 27 giugno, all’interno del Roma International Pride 2002 (clicca qui per il programma completo), presso il Circolo di Cultura Omosessuale "Mario Mieli" si terrà un convegno sulla Letteratura lesbica a cura di Valeria Viganò, scrittrice torinese che ha ottenuto il consenso del pubblico lesbico e non con il romanzo Il piroscafo olandese (Feltrinelli, 198 pagine, 14 Euro).

Nello iato violento, nella divaricazione dei due momenti psichici creativo da un lato e interpretativo dall’altro, sta la peculiarità di certo sapere lesbico tramandato e trasmesso nella sua differenza profonda con tutto ciò che lo circonda. Potremmo parlare della consapevolezza di partire da sè, della diversità e della difficoltà del dire io, dell’autobiografismo, i diari, le lettere cellula prima di tanta letteratura femminile. La mancanza di un eroe cui giri intorno tutta la storia, una diversa consapevolezza e accettazione della realtà.

Un uomo e una donna che scrivono sono come due strumenti diversi che producono musica: una medesima sinfonia ha una esecuzione diversa se interpretata da un violino o da un pianoforte. Ma il violino sa di interpretare diversamente la medesima melodia suonata dal pianoforte?

Anche nella creatività letteraria di primo grado, quella delle scrittrici tout court, scrivere è soprattutto scriversi, chiarificando una dopo l’altra le varie fasi della propria trasformazione davanti al mondo. La Virginia Woolf (foto) di Una stanza tutta per sè (A Room of One’s Own, 1927), la Christa Wolf di Premesse a Cassandra (Voraussetzungen einer Erzahlung: Cassandra, 1983), sono ormai del classici a tale proposito. Redigere oggi un rendiconto su tutta la letteratura lesbica è compito arduo che dovrebbe prendere in considerazione numerosissimi testi e che resterebbe pur sempre un work in progress.

Certo è che nel corso del Novecento la letteratura molto prima di ogni altro genere di comunicazione è riuscita a creare le basi per una omosessualità sempre più libera di esprimersi: poesie, saggi, romanzi e gialli lesbici proliferano numerosi dalle vetrine di librerie che imitando l’esempio dei paesi anglosassoni e nordeuropei. Esiste ormai da tempo una affermata editoria lesbica con case editrici che pubblicano "libri di servizio" come ad esempio "i diritti delle lesbiche" un esempio per tutti la casa editrice Il Dito e la Luna, ma anche La Tartaruga.

Oggi la lettrice lesbica viene sollecitata da una vasta gamma di proposte.

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Parlando di letteratura lesbica, per avere un quadro generale della visione dell’amore lesbico consigliamo il testo, firmato da vari autori, Orgoglio e pregiudizio. L’eros lesbico e omosessuale nella Letteratura del Novecento (il volume edito nel 1983, può essere acquistato presso la fondazione Sandro Penna), ma altrettanto fondamentale è la Bibliografia sul lesbismo, titoli e autrici lesbiche accompagnate da una breve ma dettagliata nota sulle opere, con una suddivisione saggistica, narrativa riviste e pubblicazioni (ALI, Archivi Lesbici Italiani).

Ma per parlare di una vera e propria letteratura lesbica bisognerebbe aver letto Orlando il testo classico di Virginia Woolf o Ogni passione spenta di Vita Sackville West (foto), o il carteggio tra le due scrittrici Cara Virginia. Letterae di Vita Sackville West a Virginia Woolf (La Tartaruga), o ancora Il Pozzo della solitudine di Redcliffe Hall, oppure La Giungla dei frutti rubini di Rita Mae Brown. Ma questo è solo la punta dell’iceberg, il sottobosco della letteratura lesbica è florido e variegato.

I romanzi dell’inglese Jeanette Winterson come Scritto sul corpo, Non ci sono solo le arance, Simmetrie amorose; la vastissima produzione di Angela Carter, così come gli scritti di Carla Lonzi e Teresa de Lauretis di certa matrice psicologica per non parlare di tutta la branca filosofica di Luisa Muraro o Adriana Cavarero, o ancora Liana Borghi.

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Per rimanere in ambito filosofico non si può omettere di citare almeno Beatrix Preciado autrice di Le Manifeste contra sexuel. Pensatrice decostruzionista, innovativa e provocatoria. Il lavoro di decostruzione contrasessuale rompe con tutta una serie di riflessi critici legati alle coppie oppositive omosessuale-eterosessuale, uomo-donna, maschile-femminile, natura-tecnologia che sono i bersagli delle teorie femministe ma sempre più spesso anche gay, lesbiche e queer.

Mi vengono in mente i gialli risolti dalla detective lesbica Lauren Laurano, creata dall’ italo americana Sandra Scoppettone (foto) in Tutto quel che è tuo è mio, Vendi cara la pelle, e Vacanze omicide. Fino ad arrivare al crudo noir francese di Virginie Despendentes Scopami (da cui è stato tratto un vero film scandalo) o di Lei così amata, il romanzo in cui Melania G. Mazzucco ripercorre la biografia dio Annemarie Schwarzenbach. E non si possono non citare alcune opere in versi come le poesie di Patrizia Cavalli o l’impudente e scatenato romanzo giallo in versi La maschera di scimmia dell’australiana Dorothy Porter.

O anche i ricettari uno per tutti Libro di cucina di Alice B. Toklas, la compagna di sempre di Gertrude Stein: una vera delizia nel suo genere, metà autobiografia e metà manuale di cucina, uno spensierato nomadismo tra aneddoti, incontri, resoconti di viaggio e ricette di una coppia di donne protagoniste della cultura della prima metà del Novecento.

Nelle file delle nuove leve, compare ormai ben circoscritta Elena Stancanelli (foto) con il suo Benzina da cui è stato tratto il film omonimo presentato in Italia appena qualche settimana fa.

O ancora Rossana Campo con Il matrimonio di Maria. Maria e Patti sono una coppia di giovani donne che si amano e che vivono insieme in una casa alla periferia di Milano. Nascono situazioni tragicomiche quando i genitori di Maria (veri siculi) decidono di andarla a trovare a Milano.

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Sempre della Campo ma di genere diverso è il romanzo giallo, Mentre la mia bella dorme. La donna che parla dalle pagine di questo romanzo impariamo a conoscerla subito. E’ incinta. Quasi per caso nella sua vita entra Fruit che le fa passare un’inaspettata notte saffica.

Volgendo lo sguardo oltre mare merita un angolo tutto suo Maggie Makepeace con Troppo tardi amore mio.

Ma l’ultima novità, di stile più antologico certo con quel pizzico di ironia che manca a molti saggi e antologie lesbiche, è Il viaggio eroico nella letteratura lesbica di Margherita Giacobino (foto) scrittrice torinese conosciuta dal pubblico italiano anche come Elinor Rigby.

Questo testo da lei curato ha un grande pregio quello di saper raccontare con ironia la storia della letteratura lesbica, interrogando anche in maniera severa le scrittrici per sapere se sono state in grado di modificare davvero i generi letterari , se hanno saputo davvero raccontare una storia diversa o se si sono limitate a raccontare la solita storia che si ripete in letteratura.

Il patrimonio, vastissimo, di letteratura lesbica dovrebbe aiutarci o meglio dovrebbe servire a sviluppare quella capacità di guardare le proprie vite in un contesto di comunicazione collettiva, di fornirci lo spunto per una riflessione profonda: siamo lesbiche impegnate, non abbiamo più paura della visibilità.

Come ha sottolineato Angela Carter (foto), scrivere è spesso unna questione di vita o di morte.

Ognuna dovrebbe provare a riscriversi e mentre lo fa dovrebbe pensare che sta raccontando una storia comune a tante di noi. Perché la storia raccontata da ognuna di noi è la storia di tutte noi.

di Monica Giovannoni