“Ho avuto uomini che ho amato molto”. Intervista a Marco Pannella

Per ricordare il grande Marco ripubblichiamo una intervista apparsa sul settimanale CHI nel 2010

Si definiva radicale, socialista, liberale, federalista europeo, anticlericale, antiproibizionista,antimilitarista, nonviolento e gandhiano. A nostro modesto parere era semplicemente unico. Parliamo di Marco Pannella, deceduto oggi.

Per ricordarlo, pubblichiamo la trascrizione di una intervista di Clemente Mimun pubblicata sul settimanale CHI nel 2010.

In questo ore è stato costretto a fare un bilancio della sua vita?

No, il bilancio lo faranno il tempo e la gente comune. Se proprio devo, le dico che ho vissuto con una qualche dignità e forse anche con fecondità.

La prima fidanzata.

Si chiamava Adria, avevo 8 anni, e ne ero innamorato. Durò poco, lei fuggì con la sua famiglia, era ebrea.

Mai pensato al matrimonio?

Bianca, una ragazza che conobbi a Pavia, aveva occhi splendidi e dolcissimi. Una volta andammo a mangiare nei pressi di un ruscello alla Certosa. Arrivammo addirittura alle pubblicazioni. Ma pendeva dalle mie labbra, era troppo innamorata, non poteva andare.

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E ad avere un figlio non ci ha mai pensato?

Con Mirella, la mia compagna di sempre, ci abbiamo riflettuto tanto. Ci dicevamo: ‘quando saremo pronti per essere in tre, perché anche l’altro possa essere felice, lo faremo.’ Ma io non ne ho mai avuto voglia, anche se ho un forte dubbio su una ragazza che conobbi tanti anni fa. Si chiamava Gabriella, era napoletana. Chissà che non ci sia un cinquantenne in giro che mi somiglia fin troppo.

Oggi molti fanno outing. Lei ha parlato della sua bisessualità decenni orsono. Come ha conciliato l’amore per alcuni ragazzi con quello per Mirella?

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Noi abbiamo convissuto per quasi trent’anni poi abbiamo attuato una separazione che è solo logistica, forse perché stiamo troppo bene insieme. Ho avuto tre o quattro uomini che ho amato molto. Ma non c’è mai stata alcuna gelosia con lei. Potevamo avere, e avevamo, anche altre storie, ne parlavamo prima e durante, senza che nulla ci abbia potuto mai dividere.

Pensa di dover chiedere scusa a qualcuno?

Probabilmente a tanta gente. Ma il mio vero rammarico è non aver capito quanto fossi importante per Pasolini, quanto ci e mi amasse. Lui descrisse il modo in cui cercò la morte, così come poi avvenne, e quando il Gr2 mi informò del fatto, non mi sorpresi. Era l’ultima stazione del suo Golgota, che purtroppo stava preparando da tempo.

Ecco invece il commento di Mirella Parachini, compagna storica di Marco Pannella, apparso poco dopo su il Corriere della Sera.

Io non tengo e non ho mai tenuto la contabilità degli uomini che ha avuto Marco… Non so se siano stati due, tre, oppure, boh, dieci. Ma so con certezza che ce n’è stato uno, questo sì.

Lei lo conosce?

Ma certo! E’ stato un uomo molto importante per me, e poi è stato direi fondamentale anche dopo, quando è iniziata la mia storia con Marco. Posso dirle che tra me e Marco non c’è mai stata gelosia.

Pannella in effetti dice che non vi siete mai nascosti niente a livello sentimentale.

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E’ vero. Ci siamo sempre raccontati tutto. E questo, beh, con il senno del poi è chiaro che è stata una scelta non comune, con i suoi pro e i suoi contro.

I pro.

Non ho mai avuto la sensazione di aver tradito Marco.

E i contro?

Bah, alla fine, quando sapevo, quando mi raccontava, è chiaro che soffrivo, che ho sofferto lo stesso.