Paolo Patanè è il nuovo presidente nazionale dell’Arcigay

Il presidente di Arcigay Sicilia succede ad Aurelio Mancuso. Luca Trentini prende il posto di Riccardo Gottardi alla Segreteria Nazionale. A Gay.it dice: “Per me il difficile arriva adesso”.

Paolo Patané è il nuovo Presidente di Arcigay, e Luca Trentini il nuovo Segretario Nazionale. La loro mozione "Essere futuro" ha ottenuto 120 voti, contro i 66 di "Inarrestabile cambiamento" (e 10 astenuti).

Le divisioni hanno contemporaneamente assunto una dimensione geografica: in quasi tutti i comitati provinciali si è avuta unanimità dei delegati (Bari, Napoli, Roma con "Inarrestabile cambiamento"; Milano, Bologna, Sicilia con Patané).

Questa unanimità a livello provinciale ha caratterizzato quasi tutta l’ultima giornata di lavori, organizzata in Commissioni tematiche che hanno lavorato separatamente dalle 18 a mezzanotte (si può dire che questo è stato il vero momento di dibattito congressuale).

Forse per la mancanza di un palcoscenico, o perché i rapporti di forza erano chiari già da ieri (con il voto sulle modifiche allo Statuto), o ancora perché davvero tra le due mozioni le differenze nel merito erano piccole e superabili, fatto sta che tutti gli ordini del giorno di natura politica sono stati approvati all’unanimità in Commissione. E quindi non sono stati neanche discussi dall’Assemblea.

I temi trattati, a dir la verità, sono tanti e importanti: il diritto al matrimonio (dove è passata la linea di adesione all’obiettivo, e di collaborazione con le altre associazioni), il censimento 2011 (su cui Arcigay si impegna a informare e sensibilizzare la popolazione LGBT sull’importanza di essere visibili), le condizioni degli anziani e degli immigrati LGBT, la costituzione di un gruppo di giuristi e di consulenti nelle università, il problema del marginale ruolo delle donne nell’associazione. Ogni voto su questi temi è stato accompagnato da applausi, in un clima di serena collaborazione, seppur concentrata più sulla ricerca dell’accordo che sull’elaborazione e la discussione.

Il dubbio é che, tanto in sede provinciale quanto in sede nazionale, Arcigay appare non sapere o non volere accettare differenze politiche al suo interno e il democratico conteggio dei voti. Anzi, fino all’ultimo diversi esponenti della mozione "Inarrestabile cambiamento" hanno proposto alla mozione vincitrice di votare unitariamente per la presidenza di Patané, per dare "un segnale di pacificazione e unità".

Alla fine non c’é stato un vero dibattito sulla gestione appena conclusa, e un ordine del giorno piuttosto polemico (impegna le principali cariche associative a dare priorità agli interessi del movimento, anteponendoli alle aspirazioni personali di carriera) è stato approvato all’unanimità, con il voto favorevole di Aurelio Mancuso. L’ex-presidente e Riccardo Gottardi (ex-segretario) sono confermati nel Consiglio Nazionale.

"E’ stato un congresso difficile, cosí come è stato un anno difficile" commenta Paolo Patané appena proclamato eletto, "sono convinto che quando guarderemo a questo momento scopriremo che è stato importante per Arcigay: non eravamo abituati ad avere due mozioni contrapposte, ma questo è un fatto positivo, sicuramente significa che Arcigay sta maturando politicamente." "Adesso dobbiamo partire immediatamente, fare." Aggiunge: "L’associazione si ricompatta su alcuni obiettivi, il primo é la sentenza del 23 marzo. Arcigay si confronterà immediatamente con le altre associazioni già impegnate su questo fronte, in primis quelle che hanno lanciato l’idea del Comitato, e si farà promotrice di una nuova modalità di relazione tra le associazioni, fondata sulla collaborazione per obiettivi. Dobbiamo confrontarci più spesso, e trovare una modalità per stabilire insieme degli obiettivi strategici condivisi da tutto il movimento. So bene che per me il difficile inizia ora."

di Carlo D’Ippoliti