Paone: “Voterò Rutelli”. Barilli: “No, è imbarazzante”.

di

Confonto a distanza tra il divulgatore scientifico Cecchi Paone e il direttore della rivista Pride. Il primo si dice intenzionato "a votare Rutelli" sindaco di Roma. Rossi Barilli:...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
2899 0

A tre giorni dal fatidico ‘election day’ scoppia la polemica sulle dichiarazioni di voto di alcuni esponenti della comunità LGBT riferite al futuro sindaco di Roma. Alessandro Cecchi Paone, insieme, tra gli altri, a Imma Battaglia, ha dichiarato che, nonostante il rapporto personale che lo lega a Franco Grillini, non voterà per il presidente onorario di Arcigay fin dal primo turno. La motivazione addotta per giustificare questa decisione è che votando per il candidato socialista, di fatto, si favorirebbe l’avanzata della destra omofoba che a Roma è particolarmente forte. Alle dichiarazioni di Cecchi Paone risponde il direttore di Pride Gianni Rossi Barilli che a sua volta parla di ‘sinistra omofobica’. Ecco la risposta di Barilli.

Sorprende moltissimo, alla vigilia delle elezioni, leggere le convinte dichiarazioni di illustri cittadini gay e lesbiche a favore della candidatura di Francesco Rutelli a sindaco di Roma. Tra i numerosi leader del defunto centrosinistra, Rutelli è quello che più si è speso per imporre una linea di pura e semplice negazione della pari dignità (e di conseguenza dei pari diritti) delle persone gay e lesbiche. Sono opera sua la cancellazione dei Pacs al programma elettorale dell’Unione nel 2006 e la formazione in seno al centrosinistra e poi al Pd di una agguerrita corrente di cattolici integralisti che si è opposta nella precedente legislatura, e continuerà a farlo nella prossima, al riconoscimento di qualunque diritto dei singoli e delle coppie omosessuali.

Vedere ora che alcuni descrivono Rutelli come un campione della laicità è allucinante, mentre sentir contrabbandare le sue promesse elettorali alla comunità glbt come un programma "avanzato e innovativo" è imbarazzante. L’argomento secondo cui facendo vincere Rutelli fin dal primo turno si evita di consegnare Roma alla destra omofobica è poi ridicolo, soprattutto perché questo risultato avrebbe al contrario l’effetto di rafforzare la "sinistra" omofobica di cui Rutelli è il massimo esponente.

Imparando dall’esperienza, qualunque persona realmente laica (omo o eterosessuale che sia) dovrebbe saper vedere che un buon risultato di Franco Grillini a Roma sarebbe un ottimo modo di far sapere alle schiere di ratzingeriani per convenienza che si affollano anche nel centrosinistra che c’è un limite alle loro pretese di prevaricare il buonsenso. E sarebbe un modo per mandare in Campidoglio una sentinella laica di totale affidabilità, visto che Grillini, all’opposto di Rutelli, è attualmente l’uomo politico italiano che maggiormente si è speso per l’affermazione della pari dignità (e di conseguenza dei pari diritti)delle persone omo e transessuali. In coerenza, peraltro, con una linea civile e libertaria che va ben al di là della sola questione dei diritti gay e rappresenta una delle poche speranze che abbiamo per far cambiare in meglio la cultura di questo paese.

Gianni Rossi Barilli (direttore responsabile di Pride)

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...