Papà gay, due su tre sentono il peso dello stigma

Nonostante la crescente accettazione della genitorialità, “persistono ancora oggi enormi barriere” nei confronti dei papà gay.

732 padri gay provenienti da 47 stati degli Stati Uniti sono stati intervistati, nel corso di un nuovo sondaggio, e ben il 63,5% ha confessato di sentire costantemente il peso dello stigma sulle proprie spalle.

L’essere papà omosessuali, ancora oggi, ha un peso. Tanto in Italia quanto negli Usa. Più della metà degli intervistati, il 51,2%, ha inoltre riferito di evitare volontariamente determinate situazioni, proprio per scappare dalla probabile stigmatizzazione. Un ‘marchio’ sociale che tende a far sentire a disagio, escluso, ferito, sgradito, il padre gay, con il mondo religioso al primo posto di questa speciale ‘classifica’.

Circa un quarto degli intervistati ha ammesso di essere stato stigmatizzato negli ultimi anni anche da familiari, vicini, amici gay e / o fornitori di servizi come camerieri e venditori. Nonostante la crescente accettazione delle persone LGBTI e della genitorialità, rimarca lo studio, “persistono ancora oggi enormi barriere” nei confronti dei papà gay.

Dalla Rutgers University, infine, arriva un altro studio firmato Andrew Leland, secondo cui i papà gay avrebbero maggiori probabilità di essere coinvolti attivamente nella vita dei loro figli. Ergo, i papà gay sarebbero genitori migliori rispetto ai papà etero.