Parigi: niente foto gay per Vladimir Putin

Il premier russo costringe gli organizzatori di una mostra sulla Pop Art russa a togliere le opere che riteneva offensive, comprese quelle a tematica gay

L’arte è rivoluzionaria, a sostenerlo sono in molti. E la conferma è che ancora nel 2007 ci sono apparati di potere che censurano espressioni artistiche. Come per ‘Vade retro’ a Milano, è successo che la rassegna “Sots Art – arte politica in Russia dal 1972 ai nostri giorni” messa in piedi con l’intento di far conoscere quel movimento artistico russo pressoché sconosciuto che potremmo paragonare alla Pop Art. Una foto che rappresenta due guardie dell’Armata Rossa intente a baciarsi ha fatto andare su tutte le furie quell’uomo di larghe veduta, soprattutto quando si parla di omosessualità che è Vladimir Putin. 

La mostra sarà stata a Mosca, direte voi, o in qualche altra città  russa, penserete voi. No. Era a Parigi, dove il presidente moscovita ha espressamente chiesto che quell’immagine venisse tolta minacciando una crisi diplomatica degna dei ‘bei tempi andati’.

Parigi ha capitolato, e pur di evitare di dover chiudere l’intera mostra, ha scelto di togliere le opere controverse: niente bacio gay, via un disegno in cui Hitler, Stalin e Mao sono raffigurati come grandi speranze dell’umanità e censurate una decina di opere perché definite "pornografiche" dall’ex agente del KGB.

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