PARIGI PARLA DI OMOPARENTALITÀ

Un congresso in Francia studia i problemi dei genitori omosessuali. Riconoscimento del ‘genitore sociale’, adozioni, rapporti con il PaCS al centro del dibattito.

PARIGI – Il Pacs alla francese va bene, ma, per le coppie gay che vogliono mettere su famiglia non basta. In particolare perché non riconosce al “genitore sociale”, cioè al partner, nessun diritto sul figlio del compagno o dalla compagna-genitore biologico. E’ da questa constatazione che parte la Conferenza sui diritti dei genitori omosessuali che si apre oggi a Parigi, ed è l’apertura odierna del quotidiano parigino di sinistra Liberation.

La legge francese del 1999 che istituisce il Patto civile di solidarietà, che estende alle coppie etero o omosessuali praticamente gli stessi diritti delle coppie sposate, tace sull’argomento figli. Non è quindi consentito adottare il figlio del compagno, né esercitare su di lui la patria potestà, né il bambino può ereditare dal “genitore sociale”, né quest’ultimo può essere condannato per “abbandono di minore”; in caso di morte del partner non si ha alcun diritto di tutela sul minore, non si paga il suo mantenimento in caso di separazione. I figli di coppie omosessuali “hanno quindi uno status simile a quello dei bastardi di un tempo” osserva Liberation (soprattutto nel caso di coppie femminili, quando il bambino è nato da un donatore e non ha un padre anagrafico). Per il quotidiano “il diritto francese dà prova di un conservatismo dal quale gli altri paesi hanno saputo affrancarsi”.

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Liberation pensa evidentemente a quei paesi – pochi – dove l’adozione è consentita agli omosessuali, o esiste il matrimonio.

Secondo il quotidiano, quando il Pacs venne introdotto, l’allora Primo ministro, il socialista Lionel Jospin, volle escludere i bambini dalla discussione proprio per il timore che le coppie gay rivendicassero il diritto ad adottare, ritenendo che il paese non fosse pronto. Ma, scrive Libé, diverse ricerche dimostrano che i figli cresciuti da coppie omosessuali non sono diversi dagli altri. Come la ricerca di Susan Golombok, compiuta nell’arco di una trentina d’anni in Gran Bretagna. Le coppie omosessuali hanno quindi dovuto sfruttare le pieghe della legge sul Pacs e di quella, più recente, sulla patria potestà per ottenere almeno che il “genitore sociale” venga considerato alla stregua del “patrigno” o della “matrigna”. In un solo caso, deciso l’anno scorso da un tribunale parigino, una donna ha ottenuto di poter adottare i tre figli della compagna.

L’adozione da parte di coppie gay è quindi inevitabilmente al centro della Conferenza sui genitori omosessuali che si apre oggi a Parigi. Organizzata dall’Associazione dei genitori e futuri genitori gay e lesbici (che ha circa 1.600 aderenti) la Conferenza punta a far pressione sui partiti politici affinché inseriscano nel loro programma i correttivi ritenuti necessari alla legge sul Pacs. Il primo a reagire è stato il Partito socialista (Ps), spiega ancora Liberation: le tre mozioni che si affronteranno al congresso di Le Mans di inizio novembre prevedono tutte e tre una discussione sul tema e il Ps ha annunciato la presentazione, “nel primo semestre del 2006”, di una proposta di legge sul matrimonio omosessuale.

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