PARLAMENTARI OMO ALLA RISCOSSA

Le affermazioni della Prestigiacomo scatenano il movimento gay: la De Simone chiama alla mobilitazione, Grillini rilancia la lega delle coppie di fatto. E sulla destra piovono le critiche di Vendola…

C’è solo una cosa da fare: mobilitarsi. Sembra essere questa la posizione comune che emerge dalle dichiarazioni che vengono dai parlamentari gay. Titti de Simone non ha dubbi: occorre che la società civile faccia sentire la sua voce, che ricordi alle istituzioni i bisogni impellenti che la riguardano.

E Franco Grillini risponde annunciando il rilancio della Lega delle coppie di fatto, che coordini e renda incisive le pressioni di quella larga parte della società italiana che non si riconosce nell’istituto del matrimonio.

Il polverone suscitato dalle dichiarazioni del ministro Prestigiacomo di ieri, pur abbondantemente ridimensionato dalle smentite che sono piovute da praticamente tutti gli esponenti del governo, ha avuto il pregio di riportare l’attenzione pubblica sul problema delle coppie di fatto. I parlamentari gay non si fanno illusioni: il governo di centro-destra non farà passi in avanti.

"In questo schieramento – afferma ad esempio Nichi Vendola, deputato di Rifondazione e tra i fondatori di Arcigay – prevale ed è vincente quell’asse che un tempo si sarebbe chiamato "clerico-fascista", cioè un asse illiberale, bigotto, persino "più realista del Re", visto che in tema di riconoscimento di unioni civili anche una rivista autorevole come Civiltà Cattolica aveva segnalato la necessità di affrontare questo tema".

Allo stesso modo la pensa Titti De Simone, anche lei seduta negli scanni di Montecitorio riservati a Rifondazione Comunista, che dice: "Apprezzo l’onestà intellettuale della Prestigiacomo che è stata immediatamente messa all’angolo. Ma penso che, in definitiva, queste considerazioni siano solo delle opinioni personali, perché come si è visto non sono condivise dalla maggioranza".

Allora, quali speranze ci sono per le coppie gay? Ancora la De Simone vede nelle esternazioni del ministro alle Pari Opportunità una valenza positiva: "la vicenda ha aiutato a riaprire il dibattito. Ma su questi temi c’è molta arretratezza, anche della società civile: il fatto che in Italia non ci sia una associazione delle coppie di fatto che fa un lavoro di pressione su questi temi, mi sembra un vuoto da colmare". Immediata la risposta di Franco Grillini, che da tempo promuove iniziative popolari di coordinamento delle realtà di coppia fuori dal matrimonio: "Presto rilanceremo la Lega delle coppie di fatto – dice il parlamentare Ds, presidente onorario Arcigay – che deve cominciare a configurarsi come un interlocutore nel dibattito politico sulla tutela delle unioni civili. E inoltre, in sede istituzionale, abbiamo anche già presentato una richiesta per avviare una indagine conoscitiva sullo stato delle coppie di fatto in Italia".

Il tentativo è quello di accerchiare il governo sui due fronti: quello sociale, rendendo udibili le richieste della popolazione che si riconosce in queste battaglie per i diritti civili delle coppie di fatto, e quello di usare tutti gli strumenti per sollecitare il dibattito a livello parlamentare.

"Quello di cui io mi farò promotrice nei prossimi giorni – dice ad esempio la De Simone – è una ampia discussione tra le forze di sinistra perché che si utilizzino tutti i mezzi per fare battaglia politica all’interno del Parlamento su questi temi, perché credo che questo sia lo spartiacque tra la destra e la sinistra. Abbiamo degli strumenti che possiamo utilizzare".

Agguerrito più che mai, quindi, lo schieramento gay all’interno del parlamento non intende farla passare liscia a quanti hanno criticato le dichiarazioni della Prestigiacomo: "D’Onofrio e le esponenti dell’UDC sbagliano ad attaccare il Ministro delle Pari Opportunità a proposito dei diritti delle coppie di fatto in generale e di quelle gay in particolare – afferma Grillini – In primo luogo perché in tutta Europa questi diritti ormai sono stati riconosciuti o stanno per essere varati con apposite leggi. In secondo luogo perché ormai esiste una comunità omosessuale visibile e consapevole che propone e richiede il riconoscimento di diritti inalienabili". E che deve farsi sentire.

Ma cosa dice della vicenda GayLib, lo schieramento di centro-destra del movimento gay? Enrico Oliari, presidente dell’associazione, spera che all’interno del governo ci siano altre voci che possano sostenere le posizione della ministra, anche se ammette che "purtroppo il centro-destra in questo momento è in una fase di ricattolicizzazione della propria politica. Anche i partiti come An, che nel 1996 era usciti da Fiuggi con una svolta liberale, ultimamente hanno preferito delle posizioni sempre più cattoliche che non ci piacciono".

E a proposito di quella parte della comunità gay che ha sostenuto il governo Berlusconi, piove la critica senza mezzi termini di Nichi Vendola: "Il consueto gioco del Polo di tenere tanti piedi in tantissime scarpe questa volta non si è ripetuto; la Prestigiacomo è stata brutalmente redarguita, senza neanche aprire il dibattito. Questo la dice lunga sulle illusioni che settori della comunità gay nutrono sulle possibili aperture dentro il Polo delle Libertà".