Parlamento UE: sì ai matrimoni gay, no alla maternità surrogata

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Approvata oggi dalla UE una importante relazione favorevole ai matrimoni gay

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“Il Parlamento europeo ritiene che l’Ue dovrebbe proseguire gli sforzi per migliorare il rispetto dei diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuate (Lgbti), in linea con gli orientamenti dell’Ue sul tema. Si rammarica che 75 Paesi criminalizzino ancora l’omosessualità, e 8 di essi prevedano la pena di morte, e ritiene che le pratiche e gli atti di violenza contro le persone in base al loro orientamento sessuale non debbano rimanere impuniti; è preoccupato per le restrizioni alle libertà fondamentali dei difensori dei diritti umani delle persone Lgbti, e invita l’Ue ad aumentare il proprio sostegno nei loro confronti; constata che i diritti delle persone Lgbti sarebbero maggiormente tutelati se avessero accesso a istituti giuridici quali unione registrata o matrimonio”. E’ senza mezzi termini la relazione approvata a larga maggioranza dal Parlamento Europeo, favorevole al matrimonio gay. La relazione, presentata dal deputato rumeno Cristian Dan Preda del gruppo Partito Popolare, era già stata votata dalla Commissione competente, ma un risultato così unanime su un testo che rischiava di essere divisivo era inaspettato. La relazione, di ben trenta pagine, affronta il tema dei diritti umani a 360°.

Altrettanto netta però la condanna della pratica della maternità surrogata. Dice il testo: la maternità surrogata “mina la dignità umana della donna, visto che il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usate come una merce; considera che la pratica della maternità surrogata, che implica lo sfruttamento riproduttivo e l’uso del corpo umano per profitti finanziari o di altro tipo, in particolare il caso delle donne vulnerabili nei Paesi in via di sviluppo, debba esser vietato e trattato come questione di urgenza negli strumenti per i diritti umani a disposizione dell’Ue nel dialogo con i Paesi terzi”.

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