Il parrocco contro lo scout gay che ha sposato il compagno: “Intervenga il vescovo”

Don Fragiacomo chiede alla curia una posizione sull’educatore.

 “Il vescovo non decide, non risponde nel merito e in questa situazione mi sento esautorato dalla mia autorità di parroco. Credo perciò che Di Just, non avendo altre indicazioni, continui a fare l’educatore scout e potrebbe andare anche al campo scout estivo con i ragazzi del Clan“.

Prosegue lo scontro tra il parroco di Staranzano (Gorizia) don Francesco Fragiacomo e la Curia di Gorizia sull’unione civile celebrate a giugno dal sindaco Riccardo Marchesan tra un capo scout del gruppo Agesci, Marco Di Just, e il compagno Luca Bortolotto, consigliere comunale.

Il don continua la sua campagna di intolleranza: “Ho constatato dopo quanto è successo che il capo scout in questione essendo libero da ogni imposizione, prosegue il suo servizio. Per questo motivo ieri ho mandato un mio documento a Gorizia chiedendo delle precisazione“.

Il parroco, inoltre, ha deciso di postare su Facebook il suo intervento (del quale ha già avuto l’appoggio di diversi cittadini) per rendere nota la situazione conflittuale che si è creata a Staranzano che continua a generare conflitti: “L’intervento si trova sulla pagina mia personale e della parrocchia alla portata di tutti anche perché alcuni parrocchiani mi chiedevano spiegazioni e qualche chiarimento dopo l’intervento del vescovo Redaelli. Il documento l’ho inviato alla Curia e per conoscenza ai sacerdoti della diocesi“.

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L’Agesci nazionale aveva rimandato la decisione del tutto al parroco e ai responsabili della locale associazione cattolica. Il post del parrocco inizia così: “Se viene a confessarsi un uomo che dichiara di avere rapporti omosessuali con il suo compagno con cui convive e mi chiede un consiglio riguardo i suoi atti: li deve considerare peccati o no? Personalmente devo dire che mi risulta davvero difficile ritenere che sia secondo il disegno e il volere di Dio un rapporto sessuale tra due uomini. Scegliere un’attività sessuale con una persona dello stesso sesso equivale ad annullare il ricco simbolismo e il significato, per non parlare dei fini, del disegno del Creatore a riguardo della realtà sessuale“.

 

Il parroco insomma non si arrende: spera che il vescovo convochi una volta per tutte gli interessati, cioè il parroco e i capi scout e prendere una decisione pastorale. ”

Fonte: Il Piccolo

Capo scout gay, dopo l’unione civile il parrocco lo invita a dimettersi

1 commento su “Il parrocco contro lo scout gay che ha sposato il compagno: “Intervenga il vescovo”

  1. La morale cattolica è quella indicata dal prete quindi ha ragione il prete. Il capo scout cattolico non può essere gay e non può essere assolto in confessione e prendere la comunione. Questo c’è scritto sul catechismo andare su Amazon comprare copia a 7 euri leggere per poter esprimere giudizi. Se Bergoglio cambierà la morale allora tutto cambierà ma le cose stanno così.

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