Parroco di Arborea invoca il lanciafiamme contro gli omosessuali

Per il prete sardo, l’abominio lgbt necessita di essere epurato con il fuoco

Continua la crociata in difesa della famiglia tradizionale, d’altronde si sa, il vero scopo delle armate arcobaleno non è poter dare (giusta) legittimità ad un’idea di famiglia al passo con i tempi, bensì cancellare (da Oriente a Occidente, da Alfa a Omega) le famiglie “tradizionali”.

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Protagonista del giorno è Silvio Foddis, parroco di Arborea (Oristano). Il preposto sardo, attivissimo sui social network, non è nuovo a commenti “poco gentili” nei confronti della cosiddetta teoria gender e del gay pride, ma oggi si è davvero superato, invocando il lanciafiamme come rimedio all’abominio gay. La pietra dello scandalo?! La foto di due esponenti naturisti scattata durante il gay pride. A seguito delle critiche da parte di un cittadino, ecco la dichiarazione di Foddis:

Si ma sono anche una persona, un uomo e un cittadino, e quindi scrivo. Avrei potuto andare anche un po’ più in là. O dobbiamo sorbirci tutte le porcate di questo mondo…O forse loro hanno il diritto di manifestare e le altre persone subire. Non credo che i due Signori abbiano moglie e figli, ma forse nessuno li ha voluti, visti i soggetti”.

Noi votiamo SCOMUNICA! Ricordando che, parlando di religiosi, l’idea di accendere gli individui di libero pensiero come un albero di Natale alla vigilia, non è una novità: 1847, Malleus Maleficarum, pericolose streghe…non vi dice nulla?! Nel frattempo, scambiamoci un segno di pace.

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di Davide Bertolino