Patto del silenzio tra i minatori cileni?

Voci insistenti della stampa ipotizzano un patto del silenzio fra i minatori cileni. Avrebbero resistito facendo sesso fra loro durante la loro “prigionia”. Il leader smentisce categoricamente.

Un patto del silenzio. Questo era l’accordo fatto dai 33 minatori cileni su quanto successo nelle prime due settimane della loro infernale esperienza sotto terra, quelle trascorse senza che dalla superficie nessuno riuscisse a mettersi in contatto con loro.

E pare che proprio nel Campo Speranza, quello allestito da parenti e soccorritori intorno alla miniera, fosse iniziata a circolare una voce, secondo la quale, proprio in quelle due settimane di disperazione, quando la speranza di uscirne vivi sembrava stesse per morire del tutto, tra i lavoratori ci fossero stati quelli che alcuni quotidiani hanno definito "momenti in stile BrokeBack Mountain" e che fosse proprio questa la ragione per cui di quei giorni avevano deciso di non parlare.

Adesso in molti hanno deciso di rompere quel patto del silenzio, soprattutto per soldi, perché tv, riviste, radio e siti internet sono disposti a pagare fior di quattrini per avere i racconti delle loro storie da minatori sotterrati vivi.

Tra loro, anche Mario Sepulveda, il leader del gruppo, ribattezzato "Super Mario" proprio per questo.

"Ci sono cose che devono essere dette – ha dichiarato Mario rompendo il patto del silenzio in un’intrvista esclusiva al Daily Mail -. Voglio che il mondo sappia la verità su quello che è successo la sotto. Eravamo nelle viscere dell’inferno, ma siamo rinati e orap enso che sia mio dovere dire quanto accaduto e la lezione che abbiamo imparato".

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"Non è mai successo niente del genere. Eravamo troppo impegnati a sopravvivere per pensare al sesso – ha detto Mario, che ha compiuto 40 anni mentre era sotto terra, a proposito delle voci sul sesso -. Non abbiamo neanche mai parlato di sesso, in realtà, perché sarebbe stato troppo doloroso. Abbiamo parlato delle nostre mogli e fatto qualche battuta, ma niente altro".

E a proposito delle ragioni per cui i 33 hanno siglato il famoso Patto, Mario ha detto: "Fino a quel momento (quando la superficie è riuscita a comunicare con loro, ndr) le cose erano andate malissimo. Quando sei in una situazione stressante come quela, dici e fai cose estreme. Abbiamo fatto il patto del silenzio per proteggere i più giovani tra noi. E’ stato un patto di fratellanza".

Un Patto che Mario non sente di tradire, raccontando la sua storia, perché "ci sono cose di cui non parlerò mai, ma non hanno niente a che fare col sesso. Parlo solo per smentire il gossip sulla nostra prigionia là sotto. Che tra noi ci sia stato del sesso è semplicemente falso".