PD e diritti gay: cosa propongono i candidati?

Tutti i candidati leader al PD si esprimono finalmente sui diritti dei conviventi. C’è chi difende i Dico e chi vuole libertà di coscienza. E c’è anche chi vorrebbe, su questo, il voto online.

Repubblica.it sta chiedendo da tempo ai candidati leader al Partito democratico di svelare i contenuti dei loro programmi. Ogni settimana, il quotidiano online, pubblica le loro risposte su temi di interesse generale. Se Walter Veltroni si era già espresso sui CUS e sulle convivenze, e se Adinolfi, per primo, aveva invitato tutti i leader ad esprimersi sul matrimonio gay, adesso è il quotidiano a chiedere a candidati cosa ne pensino sulle unioni civili, insieme ai temi dell’aborto e della fecondazione assitita.

Ecco cosa hanno risposto i candidati leader sul tema delle unioni.

Rosy Bindi: «Sui diritti e doveri dei conviventi abbiamo dato prova, con il ddl sui Dico, di colmare un vuoto legislativo, nel rispetto dei principi costituzionali e dei valori etici. Chi l’ha criticato perché insufficiente, non è stato in grado di proporre un’alternativa altrettanto equilibrata. Chi l’ha criticato perché troppo liberal, non è stato in grado di andare al di là del no. Forse avevamo visto giusto, realizzato un modello pluralista. Ne riparleremo nel Partito democratico, davvero».

Enrico Letta: «Il disegno di legge sui Dico che il governo ha approvato e inviato in parlamento è, secondo me, una giusta mediazione, fermo restando che la priorità è rappresentata dagli interventi a sostegno della famiglia, dei figli e della natalità. Questi sono i miei giudizi sui tre punti specifici richiesti, ma voglio aggiungere che sui temi eticamente sensibili la disciplina di partito deve saper tenere conto dello spazio ineludibile della libertà di coscienza delle persone.»

Walter Veltroni: «Penso che il disegno di legge del Governo sia una buona base di partenza per il confronto parlamentare. Quel che è certo è che il Pd lavorerà per il riconoscimento dei diritti delle persone che vivono nelle unioni di fatto, indipendentemente dal loro orientamento sessuale: non c’è contraddizione fra sostenere il valore della famiglia tradizionale e riconoscere i diritti di chi si ama e convive.»

Mario Adinolfi: «I diritti delle persone omosessuali vanno salvaguardati» ma «i Dico sono un pasticcio. Funzionerebbero assai meglio i Pacs francesi». Ma non è tutto: «Decidere sì, ma tutti insieme. Con lo strumento classico della democrazia diretta: il referendum interno, con possibilità di esprimere il voto anche on line.»

 

Piergiorgio Gawronski: «Il PD non prende posizione sulle scelte che attengono alla sfera dei comportamenti privati, ma rifiuta ogni discriminazione. Per questo sosterrà una legge sui DICO per le coppie omosessuali. Per le altre forme di convivenza, cercherà di interpretare le richieste che emergono dalla società, individuando soluzioni poco "burocratiche" e funzionali. Il mio PD non lascia però nelle mani della destra i valori – così importanti – della famiglia tradizionale. Proporrà una agenda progressista integrale per la famiglia: a cominciare dai diritti dei bambini, i ricongiungimenti familiari degli immigrati, le agevolazioni per i mutui prima casa, la lotta alla schiavitù e alla prostituzione, alla droga, e alle violenze domestiche.»