Pdl e Lega esultano…

Gli esponenti del centrodestra plaudono alla sentenza della Corte Costituzionale, ad eccezione di Benedetto Della Vedova.

Maurizio Lupi – Il vicepresidente della Camera Maurizio lupi afferma di "condividere pienamente la decisione della Corte costituzionale. Un pronunciamento netto che non lascia margini di incertezza. La nostra è una società basata sul matrimonio e il matrimonio è tra uomini e donne. Punto e basta". "Non e’ possibile ‘scimmiottare’ un’istituzione civile e religiosa. La famiglia è un pilastro della nostra Costituzione e non può essere stravolta da chi vorrebbe trasformare ogni desiderio in un diritto. Ma una cosa sono i diritti, un’altra le provocazioni strumentali. Spero che lo capiscano anche coloro che, all’interno della maggioranza, pensano di fare battute spiritose e argute, ma, in realtà, dicono solo stupide banalita’".

Carlo Giovanardi – Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi dice che "La decisione della Corte Costituzionale è chiarissima. La nostra Costituzione sulla base degli artt.3 e 21 considera societa’ naturale fondata sul matrimonio soltanto quella fra uomini  e donne. Per quanto riguarda invece forme  di regolamentazione dell’unione di fatto ha demandato la materia alla discrezionalita’ del legislatore ordinario. Il Governo non aveva dubbi sull’esito di questi ricorsi e dell’interpretazione giusta e corretta che la Corte Costituzionale ha dato all’istituto del Matrimonio cosi’ come scolpito dai padri costituenti".

Eugenia Rocella – Dello stesso parere Eugenia Rocella che però inventa di sana pianta delle presunte motivazioni alla sentenza che però devono ancora arrivare. "La Corte Costituzionale – dice Roccella – ha respinto i ricorsi sui matrimoni omosessuali dichiarando infondato il richiamo agli articoli 3 e 29: la famiglia non può che essere, secondo i giudici, una ”societa’ naturale” composta da un uomo e una donna e fondata sul matrimonio”. Lo sottolinea in un comunicato il sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella. ”L’ambito su cui si puo’ eventualmente esercitare la discrezionalita’ del legislatore e’ soltanto quello dei diritti della persona, cosi’ come hanno sostenuto i promotori della grande manifestazione del Family Day del 12 maggio 2007 a Roma. Nessuna discriminazione dunque, ma l’affermazione dei principi fondamentali della Carta Costituzionale in cui tutti gli italiani si riconoscono” aggiunge Roccella

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Isabella Bertolini – Esulta Isabella Bertolini del Pdl. "I desideri non possono diventare diritti legittimi. Bene quindi ha fatto la Consulta a rigettare le istanze che volevano far introdurre di fatto nel nostro Paese il matrimonio gay. Mi auguro che dopo questo giusto pronunciamento della Corte Costituzionale – aggiunge – non di debba assistere allo sgradevole show da parte di qualcuno che ci verra’ a raccontare che nel nostro Paese c’e’ la dittatura. Sarebbe veramente stucchevole oltre che profondamente falso".

Antonio Mazzocchi – Il deputato del Popolo della Libertà e presidente dei Cristiano Riformisti dice di rispettare "la sentenza della Corte Costituzionale che ha rigettato la richiesta di riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso e ribadiamo che deve essere il Parlamento a legiferare a favore di un riconoscimento dei diritti individuali della coppia. Lo Stato non può chiudere gli occhi di fronte ad una realtà che c’è e che come tale va considerata. Per questo noi cattolici siamo favorevoli ad un riconoscimento di alcuni diritti delle coppie gay, proprio come avviene nel resto dei paesi d’Europa guidati dal Partito Popolare".

Laura Bianconi – La senatrice Laura Bianconi, vice presidente dei senatori del Pdl afferma che "Riaffermare il principio costituzionale della famiglia come societa’ naturale fondata sul matrimonio è quanto ci aspettavamo che facesse la Corte Costituzionale bocciando i ricorsi sulle coppie gay come inammissibili e infondati". "Mi auguro che finiscano – sottolinea Laura Bianconi – queste forzature giuridiche che vorrebbero arrivare a riconoscere le coppie eterosessuali andando contro la Costituzione ed il buon senso. Un conto e’ rivendicare i propri diritti individuali in quanto persona, un altro e’ pretendere il riconoscimento giuridico di una coppia omosessuale pretendendo gli stessi diritti che il nostro ordinamento riconosce solo alla famiglia fondata sul matrimonio in quando nucleo fondante della società"

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Marco Rondini – Marco Rondini, deputato della Lega Nord e membro della commissione Servizi Sociali di Montecitorio ha detto che "non avevamo dubbi che questo sarebbe stato l’esito del loro giudizio perché non c’è discussione sul fatto che nel nostro Paese la famiglia sia costituita da due persone di sesso diverso". "Ora – prosegue il parlamentare del Carroccio – mi auguro di non sentire le solite dichiarazioni del centrosinistra sulla necessità di una riforma legislativa, visto che anche quando sono stati al Governo, sono stati i primi ad annunciarla più volte senza mai realizzarla. Anche l’Arci-Gay farebbe meglio a moderare i toni, perché nonostante abbia dichiarato di voler rispettare quanto stabilito dalla Corte, si è lasciata andare ad accostamenti a dir poco impropri", riferendosi all’equiparazione dei gay a "schiavi, neri ed ebrei", che come loro "stanno percorrendo un percorso di emancipazione". "Trovo sbagliato – sostiene Rondini – una simile considerazione che mette sullo stesso piano persone che sono state perseguitate e sono state vittime di pogrom e stermini. In Italia oggi non c’è alcuna discriminazione nei confronti degli omosessuali. Ma evidentemente in questo periodo, come confermano le dichiarazioni dell’onorevole Bocchino, gli accostamenti impropri sono all’ordine del giorno".

Benedetto Della Vedova – Unica voce del centrodestra fuori dal coro sembra essere quella del deputato Benedetto Della Vedova: "La scelta della Consulta sui matrimoni gay restituisce, come è giusto, la palla al legislatore. Anziché compiacersi per lo ‘scampato pericolo’, penso che la maggioranza dovrebbe iniziare seriamente a lavorare sul testo Rotondi-Brunetta, che senza scomodare impropriamente l’istituto del matrimonio e senza prevedere benefici troppo generosi sul fronte della spesa pubblica, inizia a definire un quadro apprezzabile e concreto di diritti e di garanzie per i partners delle coppie gay. In tutta Europa, su questi temi, le forze del PPE si comportano così, non temendo che dare diritti alle coppie omosessuali significhi toglierne alle famiglie eterosessuali. Non vedo perché in Italia si dovrebbe fare eccezione rispetto a questa linea pragmatica, antiretorica e civile. Siamo pur sempre il Popolo della Libertà".