Pdl: ecco le leggi per le coppie gay. Anzi no.

Rimandata la presentazione di tre proposte di legge tra cui una modifica costituzionale per precisare che matrimonio è solo tra uomo e donna. Non si discuterà neanche di diritti per volere di Gasparri

Un tira e molla durato pochissimi giorni quello che ha riguardato le ben tre proposte di legge che la sentatrice del Pdl Maria Pia Germontani avrebbe dovuto presentare questa mattina in tema di coppie di fatto se non fossero intervenute forti pressioni da parte di Gasparri e Quagliarello, rispettivamente presidente e vicepresidente del gruppo dei senatori del Pdl.

I testi aspiravano a ridisegnare la disciplina dei diritti nelle coppie, anche di fatto, am non solo. Una riguardava una procedura di snellimento delle pratiche di divorzio in caso non ci fossero figli minori, un’altra prendeva in esame la questione della reversibilità delle pensione anche tra conviventi da almen cinue anni e la terza era addirittura una modifica costituzionale.

La modifica chiedeva che la Carta, nell’artocolo 29 che parla del matrimonio dicendo che "la Repubblica riconosce e tutela i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio" si aggiungesse la specifica che  per matrimonio si intende quello "tra un uomo e una donna" specificando poi che "Repubblica garantisce i diritti individuali scaturenti dai rapporti di coppia come stabiliti dalla legge", il che aprirebbe, a parere dei firmatari della proposta, la porta alle coppie di fatto senza preclusioni per quelle gay. Naturalmente, verrebbe chiusa a doppia mandata quella del matrimonio tra persone dello stesso sesso.

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E poco prima che arrivasse la notizia del rinvio "a data da destinarsi", difronte al quale la senatrice Germontani ha dichiarato che continuerà comunque sulla strada dell’affermazione dei diritti, soddisfazione aveva espresso il presidente di GayLib Enrico Oliari.

"Sono entusiasta, per non dire emozionato, della proposta lanciata da Maria Ida Germontani e dai finiani per il riconoscimento dei diritti della coppia omoaffettiva, per giunta passando per l’aggiornamento della Carta Costituzionale – aveva dichiarato Oliari -: anni di militanza partita in tempi non sospetti trovano soddisfazione in quella che vedo essere sempre di più una destra vera, europea e moderna". "Le sinistre e l’associazionismo di sinistra in materia hanno sempre proposto confusi papocchi, almeno una dozzina, dove la coppia c’era, spariva o faceva a capolino, mentre è nella Carta costituzionale che vanno trovate le risorse culturali per il riconoscimento della coppia gay". "Tant’è – conclude il presidente di GayLib – che io e il mio compagno, mancando altre leggi che ci tutelino, siamo una delle tre coppie arrivate alla Corte Costituzionale per chiedere l’allargamento del matrimonio civile". E non è un caso se Oliari parla di coppia e mai di matrimonio. La proposta di GayLib, infatti, non ha niente a che fare con il diritto delle persone omosessuali a sposarsi, ma parla esplicitamente, ed esclusivamente, di "riconoscimento delle coppie omoaffettive" che dovrebbero avere caratteristiche e garanzie diverse da quelle previste dal matrimonio per le coppie eterosessuali.

"Nella caserma del centrodestra è vietato parlare di diritti dei conviventi" è stato, invece, il commento del presidente di Gaynet ed ex parlamentare Franco Grillini. "Evidentemente – continua Grillini – a destra non è consentito parlare di questi argomenti, per cui la proposta è stata ritirata su ordine di Quagliariello e Gasparri autentiche ‘mani armate’ del Vaticano". "Tuttavia dopo aver letto le proposte di Germontani, dobbiamo esprimere il nostro più netto e radicale dissenso sulla modifica dell’articolo 29 della Costituzione, laddove si vorrebbe specificare che il matrimonio è tra un uomo e una donna. Da un lato questa proposta dimostra che noi abbiamo ragione da vendere e cioé che l’articolo 29 non è ostativo al matrimonio gay proprio perché non specifica che il matrimonio è tra un uomo e una donna". "Dall’altro lato la battaglia che il movimento lgbt fa in tutto il mondo è quella per ottenere l’uguaglianza formale tra omosessuali ed eterosessuali nell’accesso a tutti gli istituti giuridici esistenti, matrimonio civile compreso. Con le ex-proposte di Germontani – conclude Grillini – si sarebbe stabilito definitivamente che gli omosessuali sono cittadini di serie b a cui addirittura viene preclusa, per via Costituzionale, l’uguaglianza formale".