Pedofilia: arrestati un prete, un allenatore di calcio e un poliziotto

Nel blitz sono stati eseguiti undici arresti e altri dieci sono indagati

Brescia.

Ieri, Mercoledi 10 Febbraio, sono stati eseguiti undici arresti per pedofilia. Tra gli ammanettati una bella varietà di uomini, fra questi: un prete (immancabile!), un poliziotto (andiamo bene) e un allenatore di una squadra di calcio. Il blitz ha riguardato le province di Brescia, Milano, Monza e Brianza, Parma e Pavia dopo un’indagine che andava avanti da Agosto 2015. Ma l’inchiesta non è finita: altre dieci persone sono indagate.

Ma da cos’è nato tutto?

Quattro ragazzi, di età compresa fra i 16 e i 17 anni, organizzavano incontri sessuali con uomini adulti per soldi o regali (tramite social network) e i rapporti sessuali avvenivano sia in auto, in parcheggi di centri commerciali e simili, che a casa di alcuni degli indagati.

Degli arrestati si conosce solo la storia del prete, tale Don Diego Rota, 45 anni, parroco della Chiesa di Solza (provincia di Bergamo), che lascia la comunità diocesana di Bergamo in uno: “stupore, sgomento e profondo dolore“, come da loro dichiarato. La curia di Bergamo continua:

Desideriamo manifestare la nostra vicinanza a coloro che stanno soffrendo per questa vicenda senza dimenticare nessuno. Siamo consapevoli che situazioni di questo genere creano turbamento in molti e vogliamo con tutto il cuore che la verità e la giustizia si affermino, confidando nell’opera di coloro che sono chiamati a garantirle. Sono molti i motivi che inducono la comunità credente ad una preghiera più intensa, alla quale ci disponiamo in questo momento.

Ti suggeriamo anche  Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) vuole l'Emilia Romagna fuori dalla rete LGBT: "Costi inutili"

3 commenti su “Pedofilia: arrestati un prete, un allenatore di calcio e un poliziotto

  1. Potrei capire secondo quale logica editoriale un sito di informazione LGBT si impegna a pubblicare articoli che concernono crimini di pedofilia? Non è il primo che leggo qui, e la domanda mi sorge proprio spontanea. Tra l’altro leggo che i ragazzi, pur essendo minorenni, non erano certo in età così giovane da poter consentire di parlare di pedofilia. C’è qualcosa che non torna.

  2. Le parole hanno un peso. Se i ragazzi avevano tra i 16 e i 17 anni, non si tratta affatto di pedofilia, né da un punto di vista giuridico né psicologico. I pedofili sono coloro che hanno persistenti e ricorrenti fantasie sessuali e/o comportamenti sessuali con bambini prepuberi (definizione da DSM-IV-TR), per la psicologia e la psichiatria. Per la legge italiana, a quanto ne so, si parla di pedofilia se la vittima ha meno di 14 anni compiuti e se l’aggressore ha almeno 6 anni in più. Se si è al di sopra dei 16 anni, inoltre, si è considerati abbastanza grandi da dare il consenso. Quindi in questo caso il reato sarebbe quello di aver fatto sesso con prostituti minorenni.
    Capisco che lo scopo dell’articolo fosse mettere in luce le ipocrisie della Chiesa e della Polizia, ma avete il dovere di utilizzare i termini corretti.
    Racconto sempre che una mia collega di unversità, quando avevo 19 anni, mi disse che il ragazzo con cui uscivo era pedofilo perché ne aveva 28. Per piacere, vedere pedofilia in ogni rapporto omosessuale è roba da omofobi! A buon interditor, poche parole.

Lascia un commento