A piedi da Torino a Roma per le unioni lgbt: è il Cammino dei Diritti

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Parte a Ferragosto il pellegrinaggio laico a cui parteciperà la senatrice Cirinnà.

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Un passo dopo l’altro. Lentamente. Un po’ come la travagliata legge per le unioni lgbt che a settembre dovrebbe finalmente approdare in Aula. E chissà che non arrivi lo stesso giorno della tappa d’arrivo, il 20 settembre a Porta Pia, del Cammino dei Diritti, originale pellegrinaggio laico organizzato dal cantante Piero Spina col patrocinio della Regione Piemonte e della Città di Torino. Un lungo tragitto percorso interamente a piedi, da Torino a Roma, per sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere al Governo Italiano una legge che garantisca alle coppie di fatto, indipendentemente dall’orientamento sessuale, diritti equiparabili a quelli delle coppie sposate. Proprio nell’ultima tappa di 14,5 chilometri, da La Storta a Roma, è stata confermata la partecipazione della senatrice Monica Cirinnà, firmataria del ddl sulle unioni civili. In tutto ci vorranno un mese e cinque giorni per percorrere senza mai prendere un mezzo di trasporto un tratto della via Francigena, tracciato di sentieri e piste battute già in epoca longobarda che dalle Alpi si dipanano lungo l’Appenino tosco-emiliano per giungere fino alla Capitale. Si parte il 15 agosto alle ore 9 dalla centrale Piazza Carignano del capoluogo piemontese.

A farlo interamente saremo in tre, ma a ogni staffetta ci sarà gente – spiega Piero Spina -. Sappiamo per certo che nell’ultima tappa, da La Storta a Roma, ci sarà la senatrice Monica Cirinnà che camminerà con noi. Io penso, come lei del resto, che sia una legge al ribasso, persino discriminatoria nei confronti degli etero ma è un punto di partenza: cominciamo a portarla a casa, il passo successivo sarà chiedere il matrimonio egualitario. Dopotutto siamo in Italia e c’è il Vaticano. Non potendosi chiamare matrimonio ma unione civile non potrei nemmeno definire così mio marito ma il mio ‘unito’, che è un po’ ridicolo. Però, almeno, qualche garanzia comincia ad esserci. È questione di pragmatismo. Sui diritti non bisognerebbe contrattare ma in questa situazione è così”. “A Vercelli ci riceverà l’associazione Arcigay e sarà organizzata una serata con cena – continua Spina – mentre a Siena saremo accolti dal sindaco a Palazzo Civico. A Roma dovevamo incontrare Matteo Renzi ma non ci ha risposto nonostante i solleciti. Arriveremo a Porta Pia nel giorno della breccia, il venti settembre, che rappresenta la fine dello Stato Pontificio.

Tutto nasce da una motivazione personale: la morte di un mio amico a cui non sono state espiantate le cornee perché il compagno di una vita non ha potuto dare l’autorizzazione non essendo un parente. Io sono anche una guida del C.A.I. (Club Alpino Italiano, n.d.r.), mi è venuto spontaneo pensare di fare qualcosa che mi piace, in questo caso camminare. Non abbiamo il patrocinio del C.A.I. perché hanno dichiarato che non rientra nelle loro finalità. Ma sono un’organizzazione molto tradizionale e localmente hanno pubblicizzato l’evento. Saremo insieme etero e gay, è un gruppo misto. Lo scopo del cammino è fare in modo che anche le nostre famiglie ci aiutino e capiscano che i diritti sono una cosa di tutti”.

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