Perizia psichiatrica per Svastichella

Si attendeva la sentenza definitiva, è invece arrivata una perizia psichiatrica. A strapparla Riccardo Radi, difensore di ‘Svastichella’, alla ricerca dell’incapacità di intendere e di volere

Seconda udienza del processo ad Alessandro Sardelli, detto "Svastichella", con sorpresa.

Se all’Arcigay, ammesso insieme al Comune di Roma come parte civile,  si aspettavano una sentenza definitiva, dal giudice dell’udienza preliminare Rosalba Liso è arrivata una perizia medico-legale, disposta per stabilire quali fossero le condizioni mentali dell’imputato la notte in cui aggredì due gay fuori dal Gay Village, ferendone gravemente uno.

La perizia, affidata al professor Francesco Raimondo, dovrà valutare la capacita’ di intendere e di volere di Sardelli al momento del fatto, la sua capacita’ di stare in giudizio e la pericolosita’ sociale.

A richiedere la perizia, attraverso un’istanza, il difensore di Svastichella Riccardo Radi, che ha ricordato come il suo imputato, semi infermo dal 2002, già nel giugno scorso, in un processo per resistenza a pubblico ufficiale in cui fu condannato a quattro mesi di reclusione, venne definito "paranoico, con personalità borderline e affetto da mania di persecuzione. Tossicodipendente dall’età di 15 anni, Sardelli, sempre secondo quanto detto dal suo difensore, avrebbe una madre ed un fratello entrambi schizofrenici. Importante poi la deposizione, messa agli atti, di un testimone, che avrebbe confessato di aver visto in mano ad un’altra persona, e non a Sardelli, il famigerato coltello.

Immediata le repliche. Imma Battaglia, presidente Di Gay Project, ha sottolineato come "Ho fiducia nella magistratura e ne rispetto le decisioni. Quindi di fronte alla decisione di disporre la perizia psichiatrica per Svastichella, cosa che immaginavo inevitabile,dico che aspetteremo di capire quale ne sara’ l’esito. Ma le garanzie nei confronti dell’imputato non possono trasformarsi in impunita’ per un fatto grave come l’aggressione ai due ragazzi"."Quindi mi aspetto – conclude Imma Battaglia – che ci sia poi una giusta sentenza di condanna ma anche che si creino le condizioni per cui Svastichella non possa commettere altre violenze in futuro". "Se ci vogliono garanzie per tutti ci vuole anche sicurezza per tutti. Resta poi aperto sul piano politico la questione di una legge anti-omofobia che preveda aggravanti in casi come questo".

A commentare la decisione del giudice dell’udienza preliminare Rosalba Liso anche il responsabile legale di Arcigay Roma e avvocato degli aggrediti, Daniele Stoppello: "La richiesta di una perizia psichiatrica per Sardelli e’ un atto d’ufficio richiesto dal Gup. La pericolosita’ sociale di Sardelli e’ dimostrata dai fatti, dalla sua volonta’ di colpire e di tentare di uccidere".""La difesa di Sardelli ha anche negato l’esistenza del coltello con cui ha colpito uno dei due aggrediti"."E’ una linea paradossale, dato che sono numerosi i testimoni ad averlo visto e ad aver assistito al crimine. Siamo fiduciosi che sara’ fatta giustizia su questa pagina nera per la comunita’ lesbica e gay, motivo per il quale Arcigay Roma e’ stata accettata come parte civile in questo processo".

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Con la prima udienza, lo scorso 18 novembre, il processo, celebrato con il rito abbreviato, vide chiedere da parte del pm Pietro Polidori, nei confronti di Sardelli, una condanna a dieci anni per tentato omicidio, porto illegale di armi, armi improprie e lesioni.

Il conferimento della perizia avverra’ nel corso dell’udienza del 2 dicembre prossimo. Svastichella, intanto, resta in carcere a Regina Coeli, dove si trova dal 25 agosto scorso.

 

di Federico Boni