Perugia, bacio gay tra le Sentinelle in Piedi: si va a processo

Alcuni membri di Arcigay Perugia sono alla sbarra per aver manifestato pacificamente durante un sit in del gruppo integralista.

A sorpresa il tribunale umbro non archivia il caso: Stefano Bucaioni e il compagno si dovranno difendere per un bacio gay in pubblico.

Sembrava una formalità destinata all’archiviazione la denuncia nei confronti di Stefano Bucaioni, presidente di Arcigay Omphalos Perugia e del compagno Antonio Fabrizio, colpevoli di un bacio gay in pubblico in risposta ad un raduno delle Sentinelle in Piedi.

Il fatto risale ormai al 2014, quando una pacifica contromanifestazione ‘sfidò’ il sit in degli integralisti cattolici, impegnati a fare pressioni contro la futura approvazione della legge sulle unioni civili. La corte di Perugia invece ha incredibilmente rinviato a giudizio Bucaioni e gli altri imputati con l’accusa di disturbo della quiete pubblica.

bacio gay
Stefano Bucaioni e il compagno Antonio Fabrizio.

“Mi pare assurdo che sia ancora in piedi questo procedimento, in Italia ci sono stati casi molto simili al nostro, in cui si è proceduto all’archiviazione – ha commentato Bucaioni – visto che così non è stato ci difenderemo, e anzi, speriamo in una conclusione che non contempli la prescrizione, perché vorremmo essere assolti nel merito”.

“Questo procedimento – continua il presidente di Arcigay Omphalos – non ha motivo di esistere. Noi eravamo lì e come prevede la Costituzione stavamo esprimendo il nostro dissenso verso una manifestazione che incitava all’odio verso la nostra. Mi sembra assurdo dover spiegare che ho baciato mio marito, dovevo trovare ancora un paese in occidente che lo vietasse”.

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2 commenti su “Perugia, bacio gay tra le Sentinelle in Piedi: si va a processo

  1. Semplicemente allucinante…Anche se si trattasse di atto dovuto,perchè normativamente imposto, io vorrei sapere il nome di chi, ignorando volutamente o inconsapevolmente, il concetto giuridico della desuetudine, ha ugualmente proceduto all’iscrizione dei nomi dei due ragazzi nel registro degli indagati. Se si riflette sul fatto che, in Italia, notizie di reato ben più gravi non vengono iscritte nel registro delle notizie di reato, o che i, in base alle ultime riforme, molti reati sono stati abrogato e per altri reati non si procede, poichè particolare tenuità, si comprende come in questo caso chi abbia iscritto il nome dei due ragazzi nel registro degli indagati, lo abbia fatto, non tanto perchè atto dovuto,quanto più tosto, perchè omofobo e quindi razzista.
    Le norme di rango costituzionale, tutelano la libertà, i diritti e l’uguaglianza dei cittadini innanzi alla legge senza distinzioni di sesso
    di razza , di lingua di religione ecc. ( art 3 della costituzione ). Basterebbe di per se, solo l’art 3 della Cost. ad invalidare qualunque procedimento penale che sfociasse per questi motivi innanzi al Gip anche perché se è vero che tutti i cittadini sono uguali innanzi alla legge, dovrebbero, per questo motivo, essere perseguiti anche gli etero che si baciano nelle medesime condizioni. Se ciò non avviene è perchè alcune norme del nostro codice penale, risalente al 1930, sono considerate superate e non più applicabili ai giorni nostri,
    Il problema è che in Italia, non si vuole applicare la costituzione o per lo meno, la politica ed il potere giudiziario, la applica in alcuni settori, facendo finta che non esiste per altri settori, o addirittura altri settori ancora, pretende di applicare un diritto costituzionalmente interpretato. Basta pensare al matrimonio, l’art 29 della costituzione dicendo che, “il matrimonio è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi” non dice che i coniugi devono essere maschio e femmina, anzi usa il termini di coniugi non specificando il sesso proprio in virtù di quella norma di rango costituzionale di cui all’art 3 della cost.
    Ritornando al fatto del bacio io penso che la Procura della Repubblica ha sbagliato per ben 2 volte. la prima volta peche non doveva iscrivere il nome dei due ragazzi nel registrod egli indagati e la seconda volta anche con riferimento al capo di imputazione, anche perchè francamente, da giurista, non riesco ad immaginare come un bacio in pubblico possa concretizzare il reato di cui all’art 659 cp, Un bacio in pubblico non è più perseguito neppure ai sensi dell’art 527 cp. perche norma prima desueta e poi depenalizzata. Detto questo, mi auguro che il procedimento si Chiuda al più presto con un ” non luogo a procedere ” .

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