Petrucci: “Nello sport italiano non c’è omofobia”

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Il presidente del Coni, intervistato da Klaus Davi si dice sicuro che nello sport italiano non ci siano discriminazioni: "Se ci fossero, interverremmo". Ma al presidente sfuggono molti...

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"Gay e lesbiche non sono discriminati nel mondo dello sport italiano. Non c’è omofobia nei confronti degli omosessuali. Nello sport c’è tolleranza, almeno in Italia, per cui non è necessaria una campagna contro l’omofobia". E’ convinto di quello che dice il presidente del Coni Giani Petrucci intervistato da Klaus Davi durante l’ultima puntata di Klauscondicio, l’approfondimento visibile sull’omonimo canale di YouTube. "Le cose devono venire naturalmente, non bisogna mai identificare una categoria contro un’altra – dice il presidente -. La bellezza dello sport è proprio questa. Credo che la ghettizzazione faccia male alle minoranze che non vanno mai rinchiuse in recinti".

"Se ci fossero episodi di omofobia saremo pronti ad intervenire", aggiunge Petrucci al quale evidentemente sono sfuggite le dichiarazioni, anche abbstanza recenti, di calciatori noti del calibro di Legrottaglie, secondo i quali i gay sono peccatori che devono redimersi con la preghiera, di Gattuso, che si dice scandalizzato dai matrimoni tra omosessuali in Spagna, e di Cannavaro che davanti alle nozze gay si dichiara "più italiano" per esprimere il proprio dissenso.

Per non parlare del CT della nazionale Marcello Lippi ha addirittura affermato che di gay nel calcio non ce ne sono. "In Italia – ha proseguito Petrucci – non abbiamo necessità di una campagna contro la violenza sulle donne come hanno fatto in Germania dove il DOSB (Federazione Tedesca degli Sport Olimpici) ha istituito la giornata internazionale contro la violenza alle donne". "Casi di violenza sessuale nello sport italiano? Questa emergenza non esiste. Ci sono interventi che fa lo sport attraverso federazioni sportive, quella del calcio in particolar modo. Tutte le campagne sociali sono sempre ben viste dal Coni", ha concluso il presidente.

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