Picchiati Daniele Priori e il suo compagno Ciri Ceccarini

I fatti si sono svolti nel quartiere Miramare di Rimini, nel cortile della casa di Ceccarini. Una lite con un vicino per futili motivi si è trasformata in aggressione omofoba a suon di calci e pugni.

Una lite per futili motivi, pare legati ad una questione di parcheggio, si trasforma in una vera e propria aggresione omofoba conn tanto di insulti, minacce, calci, pugni e due persone costrette a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Si tratta di Daniele Priori, vicepresidente di GayLib, e del suo compagno il cantautore Ciri Ceccarini, il cui brano "Sono quel che sono" è stato l’inno dell’ultimo Gay Pride di Genova.

I due si trovavno nel cortile della casa di Rimini di Ceccarini quando è nato un diverbio con un vicino di casa che però è passato dai normali toni di una lite per banali ragioni ad un linguaggio chiaramente omofobo, ai calci e ai pugni.  Alla fine dell’aggressione, che ha avuto come teatro il quartiere Miramare della città romagnola, la coppia è stata costretta a ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso che hanno riscontrato un trauma contusivo al volto per Ciri Ceccarini, guaribile in cinque giorni, e un contraccolpo cervicale per Priori, guaribile in tre giorni.

A quanto pare, tra l’altro, quello di ieri è solo l’ultimo, e il più grave, di una lunga serie di episodi a chiaro sfondo omofobo.

"E’ semplicemente impensabile – ha dichiarato Daniele Priori – trovarsi in vacanza e essere presi a pugni in faccia per una evidente intolleranza che non esita a trasformarsi in violenza fisica. In realtà, in questa specifica situazione, ci troviamo di fronte a un caso di persecuzione che dura da anni. Basti pensare, tra gli altri episodi, che appena pochi giorni prima dell’aggressione hanno gettato delle uova sulla mia autovettura. Secondo questa gente – continua il vicepresidente di GayLib – io e il mio compagno non dobbiamo stare nella palazzina per non oltraggiarne la loro idea di decoro al punto che non si sono fatti problemi, pure di fronte all’intervento dei Carabinieri, a definire il mio compagno come un essere schifoso".

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L’aggressione di Rimini, che per fortuna non ha avuto conseguenze fisiche troppo gravi per le due vittime, avviene a soli due giorni di distanza da quella, più tragica, di Roma in seguito alla quale un 31enne marchigiano è ancora in prognosi riservata all’ospedale Sant’Eugenio della Capitale.