Picchiato presidente Arcigay Taranto: “Via da qui o ti uccidiamo”

Aggressione di gruppo a sfondo omofobo. La vittima: “Vado avanti, non ho paura”.

Sputi, calci, pugni intrisi di insulti omofobi e minacce di morte. Avevano tra i 14 e i 24 anni, i giovanissimi assalitori che sabato sera hanno preso di mira Luigi Pignatelli, gay dichiarato e presidente di Arcigay Taranto.

Nel pomeriggio la vittima era impegnata con l’associazione culturale Hermes Academy onlus – affiliata ad Arcigay e di cui è presidente – in un incontro presso il Laboratorio Urbano Cantiere Maggese.

Già in passato ero stato protagonista di episodi di omofobia – racconta Pignatelli a Gay.it – ma in questo caso è stato diverso perché era legato all’attività che stavamo svolgendo con i bambini. È stata un’aggressione motivata dalla convinzione che io fossi pedofilo: questo mi veniva detto [dagli aggressori]”.

L’iniziativa svolta da Hermes Academy si svolge, in effetti, in un “quartiere a rischio” ed è rivolta a gruppi di bambini, adolescenti e adulti, spesso provenienti da contesti familiari difficili.

“Erano le 16.30/17:00 – prosegue – quando ho sentito dei rumori provenire dalla porta di ingresso. Queste persone stavano dando calci e lanciando pallonate contro la vetrata”. Uscito fuori, Luigi ha invitato i ragazzi a smettere e ad entrare: “No, non vogliamo entrare – si è sentito rispondere – perché ci fai schifo””.

“Erano persone che non avevo mai visto prima – chiarisce la vittima – non sono abitanti del quartiere”.

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Rientrato nell’edificio, tutto è proseguito regolarmente fino alla fine delle attività: “Quando sono uscito – era l’ultimo rimasto – ho chiuso l’ingresso a chiave e ho ricevuto una pallonata. Mi sono girato e ne ho ricevute altre. Si sono avvicinati, ho ricevuto anche degli sputi, mi hanno circondato e non sono riuscito ad allontanarmi”.

L’aggressione è continuata con “calci, pugni, sputi, pallonate” assieme a frasi come “fai schifo”, “sei un pervertito“, “ricchione” e “pedofilo“.

“Quando sono riuscito a svincolarmi, uno di questi mi ha inseguito, mi ha strattonato e mi ha detto “Non farti vedere più qui, altrimenti ti uccidiamo””.

Non ho paura – ribadisce la vittima – ma si tratta comunque di affermazioni molto forti”.

Pignatelli annuncia di aver presentato una denuncia contro ignoti. Ciò che vuole – ci tiene a precisare – non è questi ragazzi (tra cui diversi minorenni) siano puniti, ma che piuttosto siano aiutati: “Vorrei rincontrare queste persone – lancia un appello il giovane – Vorrei parlarci, vorrei confrontarmi con loro. Non voglio che cambino opinione, ma è fondamentale il rispetto”.

Le porte della sua associazione sono aperte.