PinkNews denuncia: “Bloccati i siti gay su telefoni inglesi”

Il noto portale di informazione lgbt inglese denuncia che molti utenti lamentano l’impossibilità di accedere a siti gay, anche di contenuti non per adulti. Coinvolti i maggiori operatori di telefonia.

Alcuni operatori di telefonia mobile bloccano l’accesso a siti gay. A lanciare l’allarme è il sito britannico PinkNews che si è visto censurare nientemento che dal colosso della comunicazione mobile T-Mobile. Ma non è l’unico caso. Le denunce che sono arrivate al sito da padre dei lettori riguardano anche altri operatori ovvero Virgin Mobile, 3, O2 e perfino Vodafone. Non tutti gli utenti, però, hanno riscontrato questo problema e la maggior parte di coloro che invece non riesce più ad accedere ai propri siti gay preferiti, sono utenti iPhone.

Perfino siti come Stonewall.org.uk, cioè di un’associazione che si occupa, tra l’altro di offriere assistenza in casi di violenza omofoba e di bullismo ai danni di giovani, sono risultati inaccessibili per alcuni utenti.

Il problema ha due aspetti differenti: il blocco a tutti i contenuti gay per coloro che possono dimostrare di avere 18 anni e quello ai siti che non hanno contenuti per adulti per gli utenti con meno di 18 anni.

Una ragazza di 16 anni, Harriet Bettany, ha scritto a PinkNews: "Il mio operatore è Virgin Mobile e non riesco ad accedere alla marrio parte dei siti lgbt. Tra gli altri, non riesco ad entrare su Queer Youth Network e Gay Youth Corner, siti destinati agli under 18. Altri siti che visito frequentemente e ai quali non riesco ad accedere sono After Ellen e The Lesbian and Gay Foundation, ma riesco ad entrare su PinkNews. Ho sedici anni e non vedo perché dovrei mentire sulla mia età per entrare su siti del tutto innocenti".

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T-Mobile ha risposto alle prime lamentele giunte la settimana scorsa che avrebbe indagato sulle ragioni delle proteste.

Una portavoce di O2, invece, ha dichiarato che gli utenti che hanno un contratto che hanno più di 18 anni possono vedere PinkNews dal loro telefono, ma i più piccoli no.La rappresentante della compagnia telefonica ha dichiarato: "Dopo aver indagato sui casi denunciati, possiamo confermare che tutti i nostri clienti con abbonamento, che non sono soggetti a restrizioni di tipo ‘paretnal-control’ possono accedere a PinkNews.co.uk. Ci rendiamo conto che ci può essere un piccolo numero di clienti con sim ricaricabile che non riesce ad accedere al sito e siamo in contatto con i nostri fornitori di filtri sui contenuti per risolvere questo problema con priorità assoluta". Virgin Mobile, 3 e Vodafone non hanno finora dato alcuna risposta.

PinkNews, dal canto suo, sta prendendo in considerazione l’idea di sporgere denuncia. Il direttore amministrativo Richard Cohen ha dichiarato: "Potrebbe trattarsi di una violazione dell’Equality Act e rappresenterebbe un danno per i giovani gay che hanno bisogno di accedere ad informazioni fondamentali a proposito della loro sessualità. Naturalmente, nessuno di loro chiamerà mai il servizio clienti di un operatore telefonico per lamentarsi di questo".