Pisapia a Maroni: “Ammetta l’errore, tolga logo Expo e patrocinio”

Il sindaco di Milano: “Se è un errore in buona fede, riconosca l’errore e torni indietro”.

In un’intervista rilasciata a Repubblica questa mattina, Giuliano Pisapia prende chiaramente posizione contro il convegno omofobo patrocinato dalla Regione Lombardia e pubblicizzato con il logo di Expo, accogliendo, di fatto, le richieste inoltrategli dalla maggioranza dei consiglieri comunali con l’ordine del giorno presentato ieri . “È evidente che è inopportuno” spiega Pisapia, secondo cui il convegno “rischia, a pochi mesi dall’inizio, di presentare la nostra Regione come un’istituzione che discrimina”. Concede il beneficio del dubbio a Maroni, il sindaco di Milano, augurandosi che il patrocinio sia stato concesso “in quanto il titolo del convegno, “Difendere la famiglia per difendere la comunità”, su cui ogni opinione è legittima, poteva trarre in inganno”. Ma le cose adesso sono chiare e, secondo Pisapia, il presidente della Lombardia deve fare un passo indietro.

“Nel momento in cui – aggiunge il sindaco – emerge che si intende anche sostenere che l’omosessualità è “una malattia da curare”, una vera e propria bestialità da tutti i punti di vista, allora dico che è un errore appoggiare con il logo di Expo un simile dibattito”. E si spinge oltre, il primo cittadino di Milano, auspicando che Maroni faccia un passo indietro e tolga, oltre al logo, il patrocinio delle Regione, come in un’occasione, lo stesso Pisapia ha fatto. “Quando si sbaglia bisogna avere il coraggio e la forza di fare un passo indietro – dichiara il sindaco a Repubblica -. In quattro anni è successo che in un’occasione il Comune abbia dato un patrocinio a un evento il cui titolo appariva positivo. Solo successivamente abbiamo scoperto che in realtà l’associazione aveva finalità razziste e omofobe e il patrocinio è stato immediatamente revocato. In questo caso il convegno rischia di danneggiare l’Esposizione, che invece ha, e deve avere, anche il compito di unire e di non dividere. Sarebbe una scelta saggia e giusta accogliere i molti inviti che sono arrivati da istituzioni, associazioni, cittadini e dallo stesso commissario Giuseppe Sala. Dimostrerebbe anche il coraggio di riconoscere un errore, se fatto in buona fede”.

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