Pisapia, candidato a sindaco: “A Milano, parità di diritti”

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In campagna elettorale per la poltrona di primo cittadino di Milano, Giuliano Pisapia ha raccontato a Clubbing la "sua Milano": registro per coppie di fatto, affitti calmierati e...

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Giuliano Pisapia, avvocato, è stato deputato, eletto come indipendente nei banchi di Rifondazione Comunista per due legislature. In Parlamento si è occupato soprattutto di giustizia, ma è stato scout, barelliere per la Croce Rossa, tra gli “angeli del fango” di Firenze, ha partecipato alle celebrazioni della Liberazione da quando aveva “i calzoni corti”. Oggi è candidato a Sindaco di Milano, dopo una tornata di Primarie di coalizione che lo ha visto vincitore contro blasonatissimi avversari. Con loro ha, però, voluto e saputo creare una squadra per battere la Moratti, convincendo tutte le forze del centrosinistra ad affrontare unite elezioni così importanti per il futuro di Milano. Marco Volante lo ha incontrato per Clubbing al corteo del 25 Aprile ed ecco cosa gli ha risposto.

Giuliano, la tua storia professionale parla di una forte passione per i diritti civili. Milano è una Città piena di contraddizioni con trecentomila omosessuali residenti che producono buona parte della ricchezza per cui è famosa, arte, moda, design, ma che non hanno mai avuto alcun riconoscimento di dignità, a partire dal fondamentale riconoscimento pubblico della propria vita familiare, così com’è sancito dall’art.2 della Costituzione. Se sarai Sindaco di Milano come pensi di poter rimediare a una realtà così assurda?La ricetta è relativamente semplice e di buon senso: parità dei diritti e dei doveri per tutte le comunità affettive e di vita che vogliano essere riconosciute dall’amministrazione comunale (per casa, assistenza, scuola, cultura, sport).

La comunità cittadina è caratterizzata dalla presenza – in continua crescita – di legami affettivi e di vita stabili e duraturi, estranei all’istituto del matrimonio. E’ doveroso da parte dell’Amministrazione Comunale promuovere e tutelare i diritti costituzionali attinenti alla dignità e alla libertà della persone, contrastando ogni forma di discriminazione, in particolare quelle riferite agli orientamenti sessuali.

Occorre riconoscere la pluralità delle forme di comunione di vita, indicando insieme i diritti e i doveri che sorgono in conseguenza della volontà di vedere riconosciuta la propria stabile convivenza. Sotto questo profilo, quindi, il registro delle unioni civili, che intendo istituire, non è un atto simbolico, ma funzionale all’adozione di politiche e di atti non discriminatori.

Questi sono bellissimi progetti, ma quando pure non saremo più discriminati resterà una gravissima situazione economica che non permetterà alle nostre, come a tutte le altre famiglie di programmare una vita dignitosa, prima di tutto per via della crisi occupazionale, e poi del “caro casa” che a Milano è eclatante anche a causa delle speculazioni immobiliari legate a quelle finanziarie. Che strumenti ha il Comune per intervenire nelle relazioni industriali e per aiutare chi non può permettersi l’acquisto e spesso nemmeno la locazione di un alloggio?Il Comune tutelerà sia i lavoratori coinvolti nei processi di ristrutturazione e crisi aziendali sia i lavoratori autonomi.

Accanto alla disoccupazione e sottoccupazione diffuse ci sono settori di attività economica che offrono opportunità di impiego. Il Comune può operare per un potenziamento e miglioramento dei servizi di informazione, intermediazione, formazione mirata, pur se con poteri limitati, agendo in collaborazione con Provincia e Regione. Ritengo utile un soggetto coordinatore unico per fronteggiare l’emergenza lavoro, anche attraverso l’ingresso del Comune al 50% nell’AFOL (“Agenzia formazione orientamento lavoro”) attualmente dell’amministrazione provinciale: la sede via Soderini potrebbe diventare il “Campus verde del lavoro”, con sportelli nelle zone, un centro attrezzato per la formazione anche in vista di Expo, rafforzando la circolazione delle informazioni, coordinando l’azione delle numerose agenzie private per l’impiego e utilizzando risorse già disponibili nei bilanci pubblici e disponibilità offerte da operatori privati.

Il Comune agirà per migliorare la formazione dei suoi dipendenti e per fornire alla città occasioni e strumenti. A tal fine utilizzerà il patrimonio delle scuole tecniche e professionali che da esso dipendono, anche per rivitalizzare mestieri di qualità che rischiano di essere abbandonati. Verranno, inoltre, adottate serie procedure di controllo sull’efficacia e

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l’efficienza delle azioni formative svolte dai soggetti privati del settore. Favoriremo l’inserimento di giovani nel mercato del

lavoro, cominciando dalla riorganizzazione dei propri uffici, anche con iniziative di formazione-lavoro e con il graduale consolidamento del rapporto contrattuale, al fine di eliminare le discriminazioni di genere e garantire il superamento degli ostacoli per i disabili; cureremo, inoltre, l’inserimento dei giovani immigrati sia nella scuola che nel lavoro, e la tutela delle donne immigrate addette alla cura di anziani.

Ma uno dei progetti specifici riguarda le professioni e i servizi. Occorre “uscire dalla precarietà offrendo alla città le proprie competenze”.

Come? Sei gli strumenti:

– individuare nuove prospettive e orientare l’attenzione verso le aree professionali e di lavoro

autonomo innovative e non legate agli Ordini professionali; l’Amministrazione Comunale istituirà una Consulta delle professioni e del lavoro autonomo;

– mettere a disposizione locazioni calmierate e spazi di co – working, luoghi fisici con orari flessibili, compatibili con le più svariate attività e dotati di strumenti di lavoro destinati a chi non ha sufficienti risorse

per iniziare un’attività o per chi è stato espulso dal mondo del lavoro, contribuendo così a creare sinergie professionali e imprenditoriali stabili;

– avviare servizi di assistenza e consulenza fiscale e legale, come di consulenza per la pianificazione e la comunicazione, destinati a chi vuole iniziare una nuova attività;

– promuovere una collaborazione con Uniilmasversità, Camera di Commercio e Associazioni di categoria per offrire una rete di servizi di accompagnamento all’avvio di progetti professionali e imprenditoriali, di aiuto a trasformare un’idea in un

progetto di concreta realizzazione attraverso il sostegno nella fase di progettazione, la valutazione dei costi, eventualmente la prestazione di garanzie nei confronti degli Istituti di credito per anticipare una parte dei costi di inizio attività;

– creare una rete di servizi per chi visita Milano, polo di attrazione turistica e sede di grandi eventi internazionali: punti di informazione sparsi per la città, servizi di interpretariato, servizi di assistenza per attività di business. In particolare l’Expo 2015 fornisce un traguardo temporale preciso per i miglioramenti da introdurre in modo che i livelli di prestazione si adeguino alle esigenze più elevate.

– stimolare, anche in vista di Expo, l’apporto di giovani professionisti e artisti, con rimborsi spese a progetti meritevoli anche se non vincitori dei bandi, in modo da allargare la partecipazione

Altro argomento scottante è la casa…Milano diventerà una Città che offre una casa sostenibile e accessibile a tutti i suoi cittadini. La casa, in quartieri vivibili, deve essere un bene accessibile per giovani e famiglie: è necessario realizzare nuovi interventi di edilizia

residenziale pubblica e migliorare la gestione del patrimonio esistente, ridando significato all’edilizia popolare e funzioni all’Aler. Ma è necessario anche ricorrere ad altri potenziali gestori del cosiddetto ‘terzo settore abitativo’. Creeremo un’Agenzia per promuovere incontro tra domanda e offerta a canoni calmierati. In questa direzione va incentivato il riuso di appartamenti e uffici sfitti e vuoti, promuovendo anche il recupero e la restituzione di identità ai tanti “deserti urbani”.

di Marco Volante dalla redazione di Clubbing

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