Anche un prete e Giovanardi attaccano Pizzarotti per il riconoscimento dei figli a 4 coppie gay

Chiesa e politici dimenticati tornano ad attaccare il primo cittadino di Parma.

Per il sindaco di Parma Federico Pizzarotti, non c’è pace. Dopo aver riconosciuto i figli di quattro coppie gay negli ultimi giorni dell’anno appena passato, è stato attaccato praticamente da tutti. Prima c’è stato il vescovo, poi Forza Nuova ha fatto una delle sue celebri incursioni notturne per appendere uno striscione davanti la sua abitazione, infine il Popolo della Famiglia ha speso poche parole sulla faccenda. Ora, un altro uomo di Chiesa ha deciso di dire la sua, chiedendo addirittura al sindaco di dimettersi. E fa la sua comparsa anche un vecchio politico, di cui non si sentiva certo la mancanza: Carlo Giovanardi.

Don Rossolini, per primo, pubblica un video su YouTube in cui paragona gli uomini e le donne delle coppie omogenitoriali a cani e gatti. Poi, sfrutta le dichiarazioni di Dolce e Gabbana, quando affermavano che l’unica famiglia è quella tradizionale. Passa poi agli studi di pediatri che confermano la teoria secondo la quale a un bambino occorre una madre e un padre per crescere (pescati appositamente dalla rete conformi alle sue opinioni). Carlo Giovanardi invece scrive “Evidentemente il sindaco non è in grado di balbettare una risposta rifugiandosi nella vecchia gag di demonizzare l’interlocutore“. Ma afferma anche di non conoscere il fatto, dimostrando che la sua dichiarazione è insensata, salvandosi dicendo che dovrebbe leggere gli atti per capire di cosa si sta parlando.

La risposta di Pizarotti

Federico Pizzarotti risponde con la sua solita semplicità, in un messaggio diretto e sempre convinto della sua decisione. Cita alcuni punti del video di don Rossolini che lo attacca, poi passa al commento di Giovanardi, evitando anche di sprecare parole, ma limitandosi a un “Mentre Giovanardi… Beh Giovanardi lo conosciamo”.

Conclude poi il suo messaggio con “Dal medioevo per oggi è tutto. Da Parma, invece, forte e chiaro: sui diritti non un passo indietro“, dimostrando ironicamente l’arretratezza degli attacchi subiti nelle ultime due settimane.