POLEMICHE E SOLIDARIETA’

Padova, inizia il Gay Pride. Zan: "ecco perché abbiamo scelto l’8 giugno". Forza Nuova minaccia una contro-manifestazione, si temono scontri. Leo Gullotta manda un messaggio di sostegno.

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PADOVA – Il Gay Pride è partito. La settimana arcobaleno è iniziata. Tra polemiche e perplessità da un lato, e manifestazioni di solidarietà dall’altro. Come ormai sappiamo, apre la kermesse lo spettacolo di musica e cabaret condotto da Luciana Littizzetto e Radio DeeJay, chiuderà il concerto di Irene Grandi, e in mezzo convegni e dibattiti.

Non ci sarà invece Leo Gullotta, impegnato altrove per lavoro. Ma ha mandato un messaggio di solidarietà: "Vi sono vicino, come sempre, e vi auguro un Pride di grande successo, essendo a conoscenza anche dei non pochi problemi che avete incontrato nella preparazione. L’intolleranza in questa nostra Italia sembra che sia sempre più di moda, ma dalla nostra parte sta la perfetta conoscenza del fatto che ad essere dalla parte giusta siamo noi: non per delirio d’onnipotenza ma per logica e civiltà. Amore per la giustizia e amore per il prossimo siano le impronte digitali di questo Pride assieme a tolleranza e diritti civili. Un caro saluto a tutti voi e a tutti i partecipanti. Evviva la libertà d’Essere!"

E in effetti la libertà di essere subisce l’influenza di pesanti polemiche politiche. In prima linea c’è la presa di posizione di Forza Nuova, gruppo di destra, che ha promesso una contro-manifestazione di fronte al corteo finale che animerà Prato della Valle sabato pomeriggio. Si temono scontri, ma questura e prefetto hanno assicurato che tra gli omosessuali e gli estremisti di destra ci sarà un robusto cordone di forze dell’ordine. Forza Nuova, in questi giorni, ha tappezzato la città di manifesti anti-gay in cui si avvicinano gli omosessuali ai pedofili: l’Arcigay sta valutando se sporgere denuncia.

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Critiche da parte degli organizzatori del Pride anche per l’amministrazione cittadina guidata dal sindaco Giustina Destro, accusata di non spendere neppure una parola per una manifestazione nazionale che attirerà in città migliaia di persone. Per protestare contro la mancata autorizzazione di usare una sala municipale per i convegni, l’Arcigay ha annunciato di voler tenere le conferenze all’aperto, davanti al municipio cittadino. Ma la sindaco respinge tutte le accsuse, nega di aver fatto ostruzionismo e parla di strumentalizzazione politica: «Non abbiamo detto da puritani che il Pride non si deve fare, ma soltanto giudicato inopportuno avvicinare la data alle celebraazioni del Santo».

Infatti, le polemiche sono state roventi anche sulla scelta della data: troppo vicina, secondo alcuni esponenti del centro destra, al 13 giugno giorno della celebrazione di Sant’Antonio da Padova.

Un lettore di Gay.it, che si firma Misty 999, chiede esplicitamente "perché come data del Pride nazionale di Padova è stato scelto l’8 giugno, che è notoriamente prossimo a Sant’Antonio? E’ una provocazione? Oppure ci sono motivi "storici" (ad esempio ricorrenze del mondo omosessuale)?" E poi precisa: "Non c’è malizia da parte mia, anche perché credo che sarò tra i partecipanti".

Abbiamo girato la domanda ad Alessandro Zan, portavoce del coordinamento che ha organizzato il PadovaPride. Ecco la sua riposta:

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"Caro misty, la data dell’8 giugno non è stata scelta in nessun modo, per provocazione, né tantomeno per essere irrispettosi nei confronti delle celebrazioni del Santo. I motivi sono altri, e sono gli stessi che l’anno scorso hanno fatto scegliere, per il Pride di Verona, la data del 9 giugno. Ti spiego: in Italia ci sono altri "Pride" ormai fissi. Quello di Roma, quello di Milano, e quello di Catania, tutti cadenzati secondo un calendario a grandi linee definito. Il PadovaPride era la novità di quest’anno, e si è poi configurato come la manifestazione nazionale. E’ chiaro che non poteva sovrapporsi alle altre manifestazioni, ed è stato quindi per motivi puramente organizzativi che la scelta è caduta sull’8 giugno. La polemica sulla data che è stata utilizzata da An, è strumentale e pretestuosa: la festa del Santo è il 13 giugno, e prima di allora, nella tredicina, non ci sono manifestazioni di piazza. Inoltre, nel definire il percorso della sfilata del Pride, abbiamo volutamente evitato di toccare i luoghi di culto, per evitare che la cosa potesse essere strumentalizzata. Occorre anche tenere presente che il Pride si svolge in una città che si trova in uno stato che non è teocratico, ma laico, che quindi deve garantire la libertà di manifestare a tutti. Così, come i cattolici hanno il diritto di fare la loro processione per Sant’Antonio il 13, così anche noi abbiamo il diritto e dobbiamo poter manifestare.

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Il Pride è un evento di tutti: io chiedo a tutti i gay, le lesbiche, i transessuali, i bisessuali e gli eterosessuali, di venire a Padova l’8 giugno, perché è in gioco la libertà. Noi viviamo in un paese in cui i diritti di cittadinanza di una parte rilevante della popolazione sono negati. Il Pride è una grande manifestazione: dobbiamo rivendicare la nostra cultura, la cultura della pace, del divertimento. Noi siamo quelli che manifestano con il divertimento, con il sorriso, nonostante la situazione di discriminazione in cui vivono. Il Pride è una manifestazione di cittadini che dimostrano, con il loro atteggiamento, di rispettare lo Stato, di rispettare la Costituzione, e che reclamano a gran voce il riconoscimento dei propri diritti, riconoscimento che non può più essere rimandato.

Venite a Padova! Per dimostrare con il divertimento!"

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