Politica: all’orizzonte ecco i DC-Dico, Dico democristiani

Il segretario della Democrazia Cristiana per le autonomie annuncia una proposta di legge sui conviventi. Arcigay applaude, ma il Vaticano lo scomunicherà per tale affronto?

ROMA – Gianfranco Rotondi (nella foto), il segretario della Democrazia Cristiana per le autonomie schierata col centro-destra, ha annunciato che presenterà un’idea legislativa sulle coppie conviventi. «Mi renderò io stesso autore di una proposta di legge che abolisce e fuga i dubbi della Chiesa e, paradossalmente, aumenta i contenuti reali venendo in conto, ad esempio, alle legittime richieste di quelli che già convivono. Con molta umiltà dico che la Dc sta studiando una legge che possa piacere ad un arco culturale molto ampio, dalla Cei all’Arcigay.» Rotondi precisa di trovare «accettabile l’impianto della bozza Pollastrini, ma è inutile annoiare per settimane il Paese con una guerra di religione quando è chiaro che Mastella, i teodem e Andreotti fermeranno i Dico al Senato.» Il segretario del partito centrista ribadisce di essere «per il riconoscimento di alcuni diritti fondamentali e non li considero un attentato all’unica famiglia possibile che è quella garantita dalla Costituzione», ma è anche convinto che «una legge sulle unioni di fatto è accettabile per i cattolici e dentro la Costituzione e proprio per questo dico che è necessario una iniziativa di legge parlamentare con corsia preferenziale e – conclude Rotondi – un linguaggio nuovo che porti a confrontarsi anche i mondi più lontani.»

L’annuncio di Rotondi piace al presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice, che lancia un appello bipartisan: «I parlamentari eletti con l’Unione hanno il dovere morale e politico di rispettare l’impegno scritto nel programma per una legge sulle coppie di fatto. I laici del centrodestra hanno un’opportunità di differenziarsi dalla melassa clerico-qualunquista che li circonda. Questo parlamento – prosegue Lo Giudice – può compiere uno scatto d’orgoglio costruendo una legge di stampo europeo sulle unioni civili, a partire dalla proposta Pollastrini poi disossata in corso d’opera. Si faccia come ai tempi del divorzio, quando una maggioranza trasversale di parlamentari seppe neutralizzare gli attacchi reazionari delle destre più integraliste e del Vaticano. Alcune voci già si levano in questa direzione: noi siamo disponibili a confrontarci da subito con quei parlamentari del centrodestra, da Gianluca Rotondi a Chiara Moroni, che vogliano aiutare l’Italia ad entrare nella modernità.»

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La proposta di legge di Rotondi naturalmente non l’ha ancora letta nessuno ma se l’approvazione di Arcigay appare forse possibile (visto il clima d’ignoranza omofobica che ammorba gran parte del nostra classe politica) più problematico sembra essere il gradimento dei vertici del clero. Soprattutto se si legge la bozza del documento dell’annunciato documento della CEI e pubblicata qualche giorno fa dal quotidiano Il Foglio.

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Se verrà confermato, in esso si legge un attacco di una violenza senza precedenti contro le coppie omosessuali e una vera e propria imposizione di voto morale contrario ai politici. Nel preannunciato documento infatti si arriverebbe a sostenere quanto segue: «Se tutti i fedeli sono tenuti a opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, i politici cattolici lo sono in particolare, nella linea della responsabilità che è loro propria. In presenza di progetti di legge favorevoli alle unioni omosessuali, sono da tener presenti le seguenti indicazioni etiche. Nel caso in cui si proponga per la prima volta all’Assemblea legislativa un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge. Concedere il suffragio del proprio voto a un testo legislativo così nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale».

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Potrebbe essere un vero e proprio appello alla crociata rivolto alla maggioranza degli italiani (eterosessuali cattolici), con particolare ‘attenzione pastorale’ rivolta proprio ai politici, contro una minoranza di cittadini del loro stesso paese: gli omosessuali. Rimane da vedere se il tono e il contenuto della bozza del documento anticipato dal quotidiano di Giuliano Ferrara saranno confermati dalla versione finale, ma se così fosse per Rotondi sarà particolarmente difficile far quadrare il cerchio e trovare una soluzione legislativa che possa trovare il consenso sia della CEI che dell’Arcigay. Rotondi stesso accenna a una “guerra di religione” e con documenti simili proprio di questo, ormai, si tratta. (Roberto Taddeucci)