Politica e gay: Franco Grillini su caduta governo e DiCo

Abbiamo chiesto a Franco Grillini di dirci la sua opinione su cosa può avere portato, o perlomeno contribuito, alla crisi di governo. C’entrano forse i diritti alle coppie omosessuali?

ROMA – E se dietro la caduta, ufficialmente sulla politica estera, del Governo Prodi ci fossero le grandi manovre di un ‘potere forte’ (il Vaticano?) che ha voluto impedire a ogni costo che nella Repubblica Italiana si potesse anche solo discutere in parlamento di estendere certi diritti civili alle coppie gay? È la teoria della ‘grande cospirazione’, che impazza sulla stampa nazionale e sulla Gay.it ha chiesto un’opinione a Franco Grillini, esponente omosessuale storico del Parlamento italiano, eletto tra i deputati dell’Ulivo/Ds.

Onorevole Grillini che ne pensa della teoria della grande cospirazione del Vaticano, determinatissimo a impedire a ogni costo l’approvazione dei DiCo?

«Penso che sia possibile ipotizzare uno schiaffo di Ruini a Prodi per interposti senatori a vita, anche se non esagererei sulla teoria complottista. La verità e nei numeri, che non mentono: questa era una maggioranza in bilico sin dalla nascita. I numeri non c’erano e si sapeva che c’erano degli esponenti del PdCI e di Rifondazione che o su questo o su altre questioni avrebbero votato contro il governo e, secondo me, sono stati fatti degli errori sin dall’inizio. Ad esempio è stato un errore utilizzare per le presidenza di Camera e Senato due senatori, che avrebbero potuto essere lì a votare. È stato fatto certamente un errore da parte di Di Pietro, ad esempio, di candidare persone che poi non avrebbero sostenuto il governo. (Il riferimento è al senatore De Gregorio, ndr.) Ci sono quindi dei difetti congeniti di questa maggioranza che vanno molto al di là di qualunque teoria complottista. Poi certo non è stato una genialata andarci infilare i Dico a due giorni dal voto sulla politica estera. Infatti io avevo chiesto che la discussione sui Dico partisse dalla Camera, perché, parliamoci chiaro, al Senato si sapeva sin dall’inizio che non c’erano i numeri per nessuna legge sui diritti delle coppie omosessuali. È probabile che nella decisione di Cossiga e di Andreotti ci sia stato anche quello di dare uno schiaffo a Prodi su questo terreno, ma ad esempio Cossiga si era pronunciato sui Pacs più e più volte. Pininfarina poi è un laico per cui sulla questione dei Dico guarderei più ad Andreotti, che in ogni caso ha deciso come votare all’ultimo minuto.»

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Siete rimasti sorpresi?

«Certo. Basta leggere i giornali di ieri per vedere che nessuno si sarebbe aspettato una crisi di governo. Una maggioranza così risicata e così debole dipende anche dal caso. Ad esempio erano malati sia Scalfaro che Ciampi, se fossero stati in aula il governo non sarebbe andato sotto. Al di la del complotto quindi il problema vero è proprio quello dei numeri.»

E ora per le coppie omosessuali?

«Chi fa un lavoro parlamentare di lotta su questi diritti bisogna che sia onesto prima di tutto con se stesso e anche con le persone con cui parla. Al Senato i numeri non c’erano sin dall’inizio, e si sapeva. I tre senatori dell’Udeur avevano detto sin dall’inizio che non avrebbero mai votato una legge che riconoscesse un qualsiasi diritto alle coppie omosessuali. Con i sette ‘teo-dem’ siamo già a dieci. Ci sono tre senatori a vita che hanno detto che non avrebbero mai votato a favore delle coppie gay: sono Andreotti, Colombo e lo stesso Cossiga, pur essendo d’accordo sul Pacs, in obbedienza alle indicazioni dei vescovi. Siamo già a tredici, a cui magari aggiungere a scrutinio segreto altri svariati voti dell’ala cattolica della Margherita…insomma, la maggioranza non c’era minimamente. La mia strategia era infatti di far rimanere la discussione alla Camera, per avere un voto positivo almeno lì e dare un segnale valido per la prossima legislatura. Ora tutti mi danno ragione, ma come si sa del senno di poi ne sono piene le fosse…»

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Come pensa che possa evolvere la situazione?

«Per quanto riguarda la crisi di governo o si risolve con un Prodi bis nelle prossime 48/72 ore oppure si aprirà una crisi di governo vera e propria con esiti imprevedibili e con la possibilità concreta di elezioni anticipate. Per quanto riguarda le coppie di fatto essendo i Dico un’iniziativa di governo ed essendo il governo caduto i Dico sono morti. Su questo è concorde tutta la stampa oggi. Su questa materia bisogna svincolare dalla maggioranza di governo questo tema, ripartire dalla Camera e riprendere il filo con una legge d’iniziativa parlamentare, non d’iniziativa governativa, e discutere con l’area laica del centro-destra la possibilità di un progetto unitario. Vediamo poi se c’è una maggioranza per un provvedimento magari anche modesto ma che rappresenti un primo passo in questa direzione.» (Roberto Taddeucci)