Politica: i Ds verso il Partito Democratico

In svolgimento a Firenze il congresso di scioglimento dei Ds. La rappresentanza GLBT valuta le relazioni e si chiede se il nuovo partito sarà più o meno attento ai diritti di tutti.

FIRENZE – Occhi puntati sul Quarto Congresso Nazionale dei Democratici di Sinistra, l’ultimo prima della fusione con la rutelliana Margherita dalla quale dovrebbe nascere un nuovo soggetto politico, il Partito Democratico. L’area più a sinistra dei Ds (Mussi sicuramente, Angius forse) si appresta a salpare, temendo che il neonato partito si allontani troppo dai concetti di laicità e socialismo. Anche gli esponenti del movimento gay e lesbico partecipano ai lavori congressuali per vedere in quale direzione si avvia la dichiarazione d’intenti dei vari esponenti. La delegazione è la più numerosa di quanto non sia mai avvenuto in passato: c’è naturalmente il parlamentare Ds Franco Grillini, ci sono Andrea Benedino, Anna Paola Concia e Vanni Piccolo di Gayleft, inoltre Sergio Lo Giudice, Stefano Bucaioni, Alfredo Capuano, Matteo Cavalieri, Alessio De Giorgi, Edoardo Del Vecchio, Nunzio Liso, Valerio Mezzolani, Francesco Rocchetti e Antonio Soggia.

La consulta di Gayleft si sta adoperando “affinché siano approvati una serie di documenti e ordini del giorno a sostegno dell’inserimento esplicito nello statuto del nuovo partito di una norma contro le discriminazioni omofobiche, a favore di una buona legge sulle coppie di fatto, a sostegno del principio della laicità dello stato e contro l’adesione del partito al Family Day”.

Il segretario dei Ds Piero Fassino parlando oggi ha detto che il Partito Democratico «non sarà un partito moderato o centrista ma progressista, riformista e riformatore» e che dovrebbe fermamente collocarsi nell’ambito del socialismo europeo. Per Fassino il Pd sarà «il partito della cittadinanza e dei diritti, della persona e della laicità», «un partito dei diritti che metta al centro l’uguaglianza di opportunità di ogni persona.» Il segretario dei Ds ha usato molte volte nella sua relazione l’espressione “orientamento sessuale” e sul tema dei Dico, causa di motivi di disaccordo con alcuni settori ben precisi della Margherita, si è augurato «che il confronto in Parlamento non deluda le aspettative di questi cittadini.» Attenzione è stata espressa verso il Family Day, manifestazione «che non guardiamo con ostilità» e organizzata dai movimenti cattolici con cui è necessario interloquire. L’uscente Fabio Mussi ha ringraziato dell’invito a non lasciare e si è detto toccato ma di non aver cambiato idea in quanto «prevale la razionalità e l’assunzione di una responsabilità politica.»

Franco Grillini si è detto soddisfatto del fatto che Fassino abbia «citato la questione omosessuale per ben quattro volte parlando della necessità della tutela dei diritti, del rispetto delle persone, di relazioni affettive e del progetto di legge sui Dico. Non posso che apprezzare positivamente i riferimenti che Fassino ha voluto fare alla questione omosessuale e all’importanza che vi ha dato nell’ambito della sua relazione. Rimane tuttavia la necessità – aggiunge Grillini in una nota – di assumere impegni precisi per fatti concreti in sede di approvazione parlamentare dei progetti di legge e della piattaforma care al movimento omosessuale italiana a partire ovviamente dalla legge contro le discriminazioni e contro i crimini dell’odio e la legge sui diritti delle coppie di fatto comprese quelle omosessuali. Per quanto riguarda il Partito democratico – conclude Grillini – la relazione di Fassino non ha fugato i miei dubbi in modo particolare per ciò che concerne la questione della laicità nel rapporto con la Margherita che è un partito essenzialmente confessionale.» (Roberto Taddeucci)