Politica: interpellanza parlamentare su odio omofobo

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Con l’aumentare di episodi di violenza e odio verso chiunque sia diverso c’è forse bisogno che il Ministero dell’Interno sviluppi strategie per capire e reagire in modo efficace.

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ROMA – Il caso di Paola, la ragazza toscana che a metà agosto ha subito violenza a Torre del Lago in quanto lesbica, è un fatto grave che i principali telegiornali nazionali hanno riportato poco e male, confermando ancora una volta l’occhio (volutamente?) ”distratto” che in questa paese ancora vige quando si deve parlare in modo serio del mondo omosessuale. All’ennesimo caso di violenza basata su odio omofobo è seguita un’interpellanza parlamentare firmata da Titti De Simone, Franco Grillini e Wladimir Luxuria. I tre onorevoli esponenti della comunità GLBT (Gay, Lesbica, Bisessuale e Transgender) nella loro interpellanza rivolta al Ministro degli Interni Amato partono dal fatto che «dal 1998 il comune di Viareggio (LU) e la sua frazione Torre del Lago Puccini sono stati presi dalla comunità gay e lesbica italiana ed internazionale come punto di riferimento per le proprie vacanze estive» e che si sono sviluppati nel tempo «servizi prevalentemente indirizzati ad un pubblico omosessuale, tra cui discoteche, bar, ristoranti e spiagge attrezzate» incrementando ovviamente l’afflusso in zona di un «pubblico gay e lesbico, specie durante i fine settimana estivi e soprattutto durante il mese di agosto». Nonostante in generale vi sia stata «una forte e positiva integrazione con le comunità locali» da qualche tempo una serie di episodi sta rendendo visibile una intolleranza omofoba che sfocia in atti di violenza collegata all’orientamento sessuale dei soggetti attaccati. Tra i più recenti il pestaggio di un cuoco di uno dei locali gay della Marina condotto al suono di una suoneria “Faccetta Nera”, la tentata violenza (fortunatamente fallita) a una ragazza che però era riuscita a fuggire e, appunto, il recentissimo caso di Paola, la ragazza lesbica che ha subito violenza carnale il 18 agosto.
Nell’interpellanza si fa notare che «Durante tutta la stagione estiva, la sezione locale di Forza Nuova ha dato vita ad una campagna di odio omofobico, volantinando ripetutamente a Viareggio e Torre del Lago, invitando i cittadini a sbarazzarsi della presenza turistica gay e lesbica, convocando addirittura per agosto una contromanifestazione rispetto al cosiddetto “Gay Pride” estivo che la comunità gay e lesbica organizza intorno a ferragosto, contromanifestazione che il Questore di Lucca ha poi prontamente vietato». Viene sottolineato inoltre come «Gli imprenditori del luogo, riuniti nel Consorzio d’imprese “Friendly Versilia“, hanno da tempo un positivo e proficuo rapporto con le Forze dell’Ordine» e che tuttavia in situazioni simili «le Polizie dei paesi europei e nordamericani hanno sviluppato iniziative e sezioni di polizia dedicate, volte sia a prevenire il fenomeno, con attività più tradizionali di prevenzione e di messa in allerta della comunità gay locale con piccole campagne di comunicazione realizzate insieme all’associazionismo omosessuale, sia a farlo emergere nella sua interezza, con inviti a denunciare i delitti commessi attraverso linee dedicate e campagne di comunicazione che sottolineano il carattere gay-friendly delle forze di polizia, sia a reprimerlo, con attività investigative nelle quali è spesso coinvolto personale di polizia che abbia un orientamento sessuale di tipo gay e lesbico.»
Nell’interpellanza si chiede «quali sono le iniziative che il Ministro intende assumere per evitare che simili crimini dettati dall’odio omofobico vengano perpetrati; se il Ministero intenda attivare uno specifico monitoraggio dei crimini d’odio e in particolare di quelli dettati dall’odio omofobico, come avviene in molti paesi esteri (vedasi tra tutti l’esempio della F.B.I. statunitense); se il Ministero intende assumere iniziative anche sperimentali come quelle sopra illustrate, anche dopo averne verificato l’efficacia nell’ambito delle relazioni che il Ministero normalmente tesse con le polizie estere; se il Ministro non intenda farsi promotore di una modifica legislativa che estende anche ai crimini omofobici le tutele previste dalla Legge 205/93 (cosiddetta Legge Mancino) ai crimini dettati da motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.» (RT)

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