Politica: mozioni anti-Pacs spregiudicate e tendenziose

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Gli esperti costituzionalisti del Ministero per i diritti e le pari opportunità attaccano, in un documento molto dettagliato, le mozioni “anti-Pacs” preparate dall’Udc e dalla fronda illiberale di...

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ROMA – L’ufficio legislativo del Ministero per i diritti e le pari opportunità ha denunciato l’uso spregiudicato, distorto e tendenzioso della giurisprudenza utilizzato nel redarre due mozioni parlamentari contro le Unioni Civili preparate dai partiti del centro-destra Udc e Forza Italia. In queste due mozioni, basandosi su premesse all’apparenza basate su consolidata giurisprudenza, si chiede al Governo di impegnarsi “a non intraprendere nell’esercizio delle proprie funzioni compresa l’iniziativa legislativa azioni che possano attraverso il riconoscimento del rilievo pubblico alle convivenze more uxorio comprese quelle tra persone dello stesso sesso attribuire a tali formazioni i diritti che vengono acquisiti in conseguenza della formazione di una famiglia, come società naturale fondata sul matrimonio”. Questa mozione è stata presentata e ha come primo firmatario Luca Volontè, dell’Udc. La seconda mozione, che è stata presentata e ha come prima firmataria Isabella Bertolini, è volta a impegnare il Governo “a non adottare iniziative legislative o amministrative che prevedano o comportino l’equiparazione, sia essa espressa o implicita, fra la convivenza e la famiglia”, a non parificare le “convivenze omosessuali a quelle eterosessuali in generale”, a non includere “tra le formazioni sociali riconosciute e garantite dall’articolo 2 della Costituzione” le “coabitazioni affettive” e a non equiparare “agli effetti anagrafici, alla famiglia di insiemi di persone legate da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso Comune.” Ovvero chiederebbero di continuare a lasciare assolutamente senza riconoscimento e dunque senza alcun diritto le coppie non sposate, in primis naturalmente quelle omosessuali che anche volendo non potrebbero comunque sposarsi.
Il Ministero per i diritti e le pari opportunità, che sta lavorando per la stesura di un testo col quale mantenere la parola data in campagna elettorale sul tema delle unioni civili, ha lanciato un dettagliato e sferzante attacco alle due suddette mozioni. Della mozione dell’Udc viene sottolineata “la ricostruzione del tutto errata della giurisprudenza costituzionale” ottenuta utilizzando passaggi “di due sole sentenze estrapolate dal loro contesto”. In riferimento al “regime preferenziale” che la Costituzione attribuisce alla famiglie lo si considera condivisibile ma ciò non si è mai tradotto, nelle sentenze citate, nell’impossibilità di ogni “riconoscimento del rilievo pubblico alle convivenze more uxorio”. Anche della mozione forzista, caldeggiata dall’ala più conservatrice e meno liberale di Fi, nel documento del Ministero delle Pari Opportunità si illustra di come richiami “in modo analogamente distorto e tendenzioso la giurisprudenza, nel suo caso la pronuncia della Corte di Cassazione, n. 8976 del maggio 2005. Il principio che emerge dalla sentenza menzionata è inverso a quello rappresentato: si afferma la piena rilevanza giuridica della convivenza di fatto caratterizzata dalla stabilità, serietà di impegno e regolarità di frequentazione nel tempo.” Il testo integrale del documento che rivela l’infondatezza costituzionale delle mozioni di Udc e Forza Italia è disponibile sul sito del Ministero stesso. (RT)

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