Politica omofoba: proteste contro Kaczynski in Irlanda

Il presidente polacco Lech Kaczynski nega di essere omofobo. Preferirebbe solo che i gay non si facessero vedere in giro, ai gay pride per esempio, perché contrario alla promozione dell’omosessualità.

DUBLINO – Visita diplomatica in Irlanda con polemiche per il presidente polacco Lech Kaczynski, travolto da una valanga di critiche per avere sostenuto che la razza umana finirebbe addirittura per scomparirebbe se l’omosessualità venisse promossa liberamente. La bislacca teoria, razzistella e che illustra magnificamente un’enorme ignoranza sul tema, non è nuova e circola, tristemente, non solo tra i politici della cattolicissima Polonia. Kaczysnki stava parlando al castello di Dublino e quando gli è stato chiesto come mai avesse deciso di impedire lo svolgimento del Gay Pride di Varsavia nel 2004 ha risposto: «Se quel tipo di approccio alla vita sessuale fosse promosso su larga scala la razza umana finirebbe con lo sparire. Immaginate quali grandi cambiamenti ci sarebbero se altri dei tradizionali rapporti tra uomini e donne venissero messi da parte.» Dunque, la teoria più o meno sarebbe questa: permettere le libere manifestazioni di cittadini come i Gay pride farebbe, per qualche misterioso motivo, ‘convertire’ all’omosessualità gli etero; gli uomini e le donne modificherebbero i loro ‘tradizionali rapporti’, non si piacerebbero più, i contatti sessuali sarebbero messi da parte, non nascerebbero più bambini e dunque l’umanità sarebbe destinata a estinguersi. Il presidente polacco avrebbe tuttavia negato di essere omofobo (un esempio da manuale di “neghiamo l’evidenza”): «Tra i miei amici personali – ha detto – ci sono individui affetti da questo orientamento sessuale diverso, o omosessualità, ma godono di pieni diritti e sono in condizione di andare avanti in molti aspetti della vita. È una tendenza, è sempre esistita…non so perché, non intendo combatterla, o costringerli a terapie, ma al tempo stesso non credo sia opportuno che questi possano promuovere il loro orientamento sessuale.»

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Molti irlandesi non sembrano essere particolarmente convinti dalle esternazioni di Kaczynski sui gay. «Continuava a dire che i polacchi e noi siamo così simili» ha commentato la senatrice Mary Henry, «ma non ne sono molto sicura…» Il sindaco di Dublino, che ieri ha organizzato un pranzo diplomatico, ha detto di rigettare completamente questi concetti: «Queste sono credenze di altre epoche. – ha detto Vincent Jackson – Se non credi che tutte le componenti della società hanno il diritto di coesistere si avranno intolleranza e xenofobia.» Il senatore David Norris (che ha lavorato alla campagna per la riforma sull’omosessualità con l’attuale presidente irlandese Mary McAleese) intervenendo sull’Irish Independent, è stato meno diplomatico e ha detto a chiare lettere che Kaczynski dovrebbe vergognarsi: «È di certo totalmente inopportuno per il presidente di uno stato amico promuovere la sua ignoranza ai danni di cittadini irlandesi che hanno duramente dovuto lottare per vedere riconosciuti i loro diritti civili. Queste sue frasi senza senso sul pericolo posto dall’omosessualità hanno rivelato la sua limitata intelligenza e tradito le persone polacche decenti.»

Proprio in questi giorni il partito laburista, all’opposizione, ha presentato al Parlamento irlandese una proposta di legge sulle Unioni Civili per il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali. (Roberto Taddeucci)