Politica: Pollastrini e Storace sulle coppie di fatto

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Per la ministra le convivenze sono un grande tema che merita una regolamentazione. L’ex ministro Storace “patologizza” le coppie conviventi, proponendo un loro registro direttamente alle ASL.

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ROMA – Si è svolta ieri al Senato l’audizione sugli indirizzi programmatici del Ministero dei Diritti e delle Pari Opportunità e il ministro in carica, Barbara Pollastrini, ha definito «interessante» il dibattito che si è svolto alla Commissione Affari Costituzionali. «Abbiamo parlato, tutti, di valori e di principi» ha commentato la ministra, «di valori soprattutto della persona, di come metterla nelle condizioni di poter progredire. Siamo partiti dalle donne, che possono avere più opportunità nel lavoro e nell’essere rappresentate, e nella scelta di avere un bambino. Abbiamo parlato del grande tema della convivenza. È stata una esperienza arricchente.» Per quanto riguarda il tema delle coppie di fatto, sia etero che omosessuali, Pollastrini ha detto che «devono essere regolamentate», precisando però di non aver mai parlato di matrimoni gay. «C’è un’opinione pubblica» ha detto «che chiede un saggio, umano e ragionevole loro riconoscimento, nel rispetto dell’art. 29 della Costituzione.» La ministra Pollastrini è stata recentemente criticata da alcuni per essersi recata al Gay Pride nazionale di Torino.
Dopo la conclusione del dibattito, sul tema del riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, l’ex ministro della salute Francesco Storace ha affermato di credere «che si debba parlare, giustamente, di diritti della persona facendo bene attenzione a non confondere la coppia di fatto con il matrimonio.» Storace ha definito «ambiziosi» gli obiettivi del nuovo ministro delle Pari Opportunità e ha aggiunto di non trovare una grande lontananza di posizioni rispetto a quanto lei ha esposto. «Ovviamente» ha aggiunto, «oggi abbiamo le parole, poi vedremo i fatti, i prodotti legislativi, e su quelli ci misureremo.» Sulla necessità di avvicinarsi con gradualità al tema delle coppie di fatto Storace ha detto di averlo affrontato anche quando era ministro: «Credo che se ci sono due persone che si amano, ma non sono sposate, si abbia il diritto, a prescindere dalla condizione sessuale, etero o omosessuale, ad avere notizie sulla persona con cui si vive. Ad esempio, un registro delle unioni presso le Asl potrebbe risolvere questo problema.»
Il commento di Storace lascia quantomeno perplessi visto che il problema nel suo complesso riguarda ben più del “avere notizie della persona con cui si vive”. Inoltre che le coppie di fatto debbano registrarsi all’Azienda Sanitaria sembra introdurre, seppure indirettamente, un aspetto quasi “patologico” delle convivenze stesse, il che è radicalmente all’opposto alla necessità da parte dello Stato di prendere atto di una realtà già ampiamente diffusa e assolutamente normale nel tessuto sociale italiano. (RT)

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