Politica: sulle unioni civili il Governo va avanti

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Respinte oggi alla Camera dei deputati tutte le mozioni dell’opposizione, più Udeur, che avrebbero impegnato il Governo a non presentare un proprio progetto di legge sulle unioni civili

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ROMA – Oggi nel corso del pomeriggio l’aula di Montecitorio ha respinto tutte le mozioni che erano state presentate dai partiti dell’opposizione di centro-destra, più quella dell’Udeur, che si proponevano di impegnare il Governo a non proporre un proprio progetto di legge sul tema delle unioni civili. Invece la mozione dell’Ulivo di procedere ha avuto l’appoggio di Rifondazione Comunista, Verdi, Pdci e Italia dei valori ed è passata con 301 voti a favore, 266 contrari e 10 astenuti.
“Adesso l’Unione non tradisca le attese di milioni di italiani e appronti senza timidezze una legge che dia riconoscimento giuridico pubblico alle coppie anche dello stesso sesso”. Questo il commento del presidente di Arcigay, Sergio Lo Giudice, all’approvazione alla Camera dei deputati della mozione dell’Unione che chiede al governo di predisporre entro il 15 febbraio un progetto di legge sulle coppie di fatto. “Il dibattito ha mostrato l’arretratezza culturale di buona parte di questo parlamento – continua Lo Giudice -. L’attacco in aula del capogruppo Udc alla camera, Luca Volonté, contro Arcigay e Arcilesbica ha il tono sgradevole delle critiche del lupo contro l’agnello della favola di Esopo. Volonté parla di presunti ‘privilegi’ di lesbiche e gay. Ma quali privilegi? Privilegio è quello dei parlamentari, che possono estendere ai conviventi le tutele previdenziali e sanitarie. Cosa non consentita al grosso degli italiani. Privilegio è quello del suo leader Pier Ferdinando Casini a cui, per una modica somma, la Sacra Rota ha annullato il matrimonio e i suoi effetti civili. Il fatto è che esistono milioni di persone che hanno costruito il proprio progetto d vita fuori dal matrimonio e che rimangono prive di minimi diritti di cittadinanza.
“Chiediamo ai parlamentari laici del centrodestra che si sono differenziati nel dibattito di questi giorni, da Chiara Moroni a Stefania Prestigiacomo, da Mauro Del Bue a Dario Rivolta, di dare il loro contributo affinché si possa sanare la crudele anomalia italiana”. Per Arcigay i dieci punti irrinunciabili di una legge sulle unioni civili sarebbero il riconoscimento giuridico pubblico della coppia, anche dello stesso sesso, attraverso pubblica registrazione; l’opponibilità ai terzi dei diritti riconosciuti; per eredità l’acquisizione dei diritti spettanti al coniuge in materia di successione legittima in assenza di testamento; disciplina previdenziale e fiscale, compresa la reversibilità della pensione; tutela in caso di separazione, come la previsione degli alimenti.; permesso di soggiorno per il partner extracomunitario convivente; la non discriminazione nell’accesso al lavoro, parità con le altre coppie nelle graduatorie occupazionali, nei trasferimenti e nei concorsi pubblici; Diritti sul lavoro, congedi lavorativi, costituzione di impresa familiare; Assistenza al partner ospedaliera e penitenziaria e decisioni relative alla salute e in caso di decesso; successione nel contratto d’affitto e diritto di permanenza dell’abitazione comune nel caso di morte del partner intestatario. (RT)

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