POLITICAMENTE NUDO

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Nella campagna elettorale spagnola è diventato un caso. Il partito di Albert Rivera pubblicizza il suo candidato completamente nudo. Perchè "non importa come ti vesti. Quello che conta...

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Parlare di politica italiana è un po’ come infilarsi in un ginepraio nel quale è molto difficile orientarsi. Eppure ci sono almeno un paio di certezze inconfutabili: la prima è che l’età media dei politici italiani è decisamente alta, la seconda è che le loro campagne elettorali sono estremamente dispendiose. Entrambe le cose non depongono granchè a favore della categoria in generale, e la seconda in particolare fa sorgere più di qualche dubbio: se un candidato è valido perchè ha bisogno di proporsi in pompa magna per essere competitivo e raccogliere i voti che gli servono? Forse i grandi investimenti in questo senso servono proprio a far dimenticare agli elettori che chi li rappresenta non ha niente di nuovo da dire? O forse, più banalmente, servono a rendere credibile la perenne riproposta delle stesse persone da almeno una ventina d’anni a questa parte?

In ogni caso è improbabile che – con i presupposti attuali – in Italia si possa far largo un classe politica giovane, coraggiosa e propositiva. Non foss’altro perchè il concetto stesso di politica italiana implica una gavetta pluridecennale e subordinata a una complessa rete di gerarchie. Da noi pensare a dei leader di partito under 30, ad esempio, appartiene al mondo della fantascienza, più o meno come pensare ad un politico, magari piacente, che decide di posare completamente nudo per i manifesti della sua campagna elettorale.

Eppure il mondo è grande, e anche se troppo spesso si prendono come punto di riferimento gli angusti confini della propria casa, basta curiosare fuori dalla porta per vedere che altrove la fantascienza è già realtà. È il caso della Catalogna, la regione spagnola che il primo novembre eleggerè il suo parlamento. La regione gode infatti di una relativa autonomia (anche se non a livello dei Paesi Baschi o della Navarra) rispetto al governo centrale di Madrid, soprattutto dopo che il suo statuto è stato riconosciuto proprio recentemente dal governo Zapatero. Per motivi culturali e storici la regione ha da sempre una sua lingua (il catalano, che non è lo spagnolo castigliano) e una sua identità etnica molto forte, nonostante il capoluogo Barcellona sia una città a dir poco cosmopolita.

La regione – nonostante il clima conservatore e tradizionalista delle zone rurali – è stata fra le prime ad appoggiare l’idea del matrimonio gay

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La regione – nonostante il clima conservatore e tradizionalista delle zone rurali – è stata fra le prime ad appoggiare l’idea del matrimonio gay, e non a caso è stata la prima in cui una coppia di omosessuali maschi ha potuto effettuare un’adozione. Ora però le spetta un altro notevole primato. In occasione delle elezioni imminenti, un nuovo partito (che rientra nell’area democratica, ma che si discosta dalle idee indipendentiste dei suoi colleghi che ora governano la regione) ha lanciato una campagna elettorale decisamente interessante.

Il partito si chiama Ciutadans de Catalunya, è stato fondato lo scorso luglio e ha studiato un modo originale per attirare l’attenzione del pubblico (anche perchè non aveva a disposizione i finanziamenti dei grandi partiti in corsa). Il suo presidente è un giovane avvocato ventisettenne di nome Albert Rivera, e per la sua prima campagna elettorale ha deciso di posare come mamma l’ha fatto! Emblematiche le frasi che campeggiano al suo fianco: “Per noi contano solo le persone. Non ci importa dove sei nato, non ci importa che lingua parli, non ci importa come ti vesti. Quello che conta sei tu!“.

La nudità vorrebbe sottolineare – perlomeno nelle intenzioni – il fatto che il candidato non ha niente da nascondere e che si presenta semplicemente per quello che è. L’idea è carina e non è da escludere che farà un certo effetto sulla non proprio irrilevante comunità gay locale (alla quale – tra le righe – sembrerebbe anche ammiccare). D’altra parte, nelle interviste che ha affrontato, il candidato Rivera si è sempre dichiarato a favore dei diritti degli omosessuali e delle minoranze in generale, sottolineando che il suo partito è nato proprio per combattere ogni tipo di discriminazione e nazionalismo (compreso quello che serpeggia in Catalogna).

Fare questo ennesimo confronto fra la situazione spagnola e quella italiana potrebbe sembrare un tantino masochista, anche perchè sono proprio episodi come questo che evidenziano gli anni luce che ci separano dal resto dell’Europa, tuttavia chiudersi a riccio non aiuta a migliorare le cose. Indubbiamente l’Italia non è la Spagna e entrambe le nazioni hanno i loro pro e i loro contro… Resta il fatto che anche una questione di relativa importanza come la campagna elettorale di un piccolo partito spagnolo potrebbe contribuire a sollecitare nuove riflessioni anche da noi.

Una campagna elettorale di questo tipo in Italia sarebbe impossibile per molti motivi, il primo dei quali è proprio l’età e la formazione dei politici italiani a cui facevo riferimento all’inizio. La stragrande maggioranza dei nostri rappresentanti è nata ben prima della liberazione sessuale degli anni 60 che ha sdoganato il nudismo, dandogli anche una valenza di protesta sociale e stile di vita alternativo. Il che ci conduce a una mesta riflessione: quasi tutti i vertici politici italiani si sono formati molto prima che l’omosessualità inziasse ad essere considerata un orientamento (e un diritto) e non una malattia mentale.

Il processo di normalizzazione “ufficiale” è cominciato negli USA nel 1973, ha avuto una tappa fondamentale nel 1993 (quando l’omosessualità è stata tolta dall’elenco delle malattie dell’Organizzazione Mondiale della Sanità), e si è concluso solo nel 2000, quando la “cura” dell’omosessualità è stata dichiarata illecità dalle autorità psichiatriche occidentali. È credibile che un politico nato negli anni 40 e 50, o magari anche negli anni 30 (se non prima), possa rivedere i suoi pregiudizi e contribuire celermente all’approvazione di leggi a favore dei cittadini omosessuali italiani? Visto che siamo in Italia e non in Spagna, non ci resta altro che sperarlo…

Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

di Valeriano Elfodiluce

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