POLITICHE GAY DEL CENTRO-NORD

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Dopo i candidati del sud, il nostro viaggio per le elezioni amministrative del 25-26 maggio prosegue al nord, in Toscana e a Roma. Luoghi in cui molto è...

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Stefano Bolognini è il candidato sostenuto dalla lista di Rifondazione Comunista per il consiglio comunale di ^SBrescia^s. Ventisei anni, laureando in Scienze dell’Educazione, giornalista, il suo principale obiettivo – spiega – è quello di «evidenziare la situazione di disagio sociale per la minoranza gay dimenticata. La mia decisione di fare politica attiva nasce dalla recente bocciatura del registro delle unioni civili da parte del consiglio comunale di Brescia. La giunta di centrosinistra ha dimostrato in questo una inaccettabile subalternità rispetto alla componente cattolica.» La realtà bresciana – aggiunge Bolognini – è tipica di un centro di provincia, dove «tutto si può fare, ma nulla si può dire. A Brescia è attivo un gruppo di militanti dell’ArcigayOrlando“, esistono locali, bar, discoteche frequentate dai gay; eppure le istituzioni non si preoccupano dei diritti di questa minoranza. La questione culturale è prioritaria. Allo stesso tempo, però, è necessario cancellare la delibera che ha impedito al registro delle unioni civili di essere istituito, esercitando una pressione sulle forze politiche per la creazione di nuovi spazi di diritto per le coppie di fatto.»

Altro candidato vicino alle posizioni dell’Arcigay, a Brescia, è Nicola Broli.

Dalla Lombardia al Piemonte, incontriamo Andrea Benedino, già presidente del consiglio comunale di ^SIvrea^s e portavoce nazionale del coordinamento omosessuale dei DS. Più che insistere sul divario nord/sud nella percezione delle differenze sessuali, il 27enne candidato del centrosinistra, cofondatore dell’Arcigay locale “Ottavio Mai“, rimarca la condizione dei giovani omosessuali nelle piccole realtà di provincia. Certamente – dice – «al nord esistono per i gay più servizi che al sud, ma spesso tanto al nord quanto al sud nei piccoli centri i gay non possono incontrare gli altri, confrontarsi, uscire dalla loro solitudine.» Sui diritti civili, Benedino ammette gli errori della sinistra, «incapace di battersi all’interno dell’Ulivo per la parità di tutti i cittadini. Errore al quale adesso stiamo tentando di rimediare con un nuovo progetto politico.» Istituito il registro delle unione civili, ad Ivrea il problema attuale – secondo il candidato diessino – è quello di «creare delle istituzioni amiche, ossia dei punti di riferimento per la minoranza omosessuale. Un altro punto caratterizzante del mio programma è quello di un maggior impegno per le iniziative di educazione alla sessualità nella scuola e parallelamente il rilancio della campagna sociosanitaria per la prevenzione dell’AIDS

In ^SFriuli^s doppia candidatura (al consiglio comunale e a quello regionale) per Enrico Pizza, che già nel ’98, da esponente dell’Arcigay, partecipò alle elezioni con un buon esito, senza tuttavia essere eletto. La sua campagna elettorale prescinde dal coming-out: voglio essere indicato – dichiara – come «persona impegnata nel sociale, sensibile ai temi della libertà e dei diritti civili e che vuole portare nella politica lo stile e l’energia del volontariato.»

Un discorso del tutto particolare merita la capitale, dove si presentano Edoardo Del Vecchio e Mauro Cioffari.

Cioffari, 32 anni, da tempo impegnato in politica e nell’associazionismo laico, è stato tra gli organizzatori del Gay-Pride del 2000. «Negli ultimi anni la visibilità delle persone GLBT soprattutto nelle grandi città – afferma – è notevolmente cresciuta grazie anche alla diffusione dell’associazionismo e al moltiplicarsi delle iniziative e dei luoghi di aggregazione, come ad esempio il “Gay Village“. La qualità della vita delle persone GLBT, tuttavia, non ha subito evidenti miglioramenti. Il pregiudizio e l’omofobia fanno di Roma la capitale dei delitti anti-gay (28 negli ultimi 10 anni, nda.). Permangono sacche di emarginazione e di omofobia, specialmente nelle periferie e nelle zone più disagiate della capitale.» I temi di queste elezioni amministrative, pertanto, secondo il candidato di Rifondazione Comunista alla Provincia, «sono strettamente legati all’agenda politica nazionale. Voglio citare come primo punto la mobilitazione a sostegno del Referendum che propone l’estensione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Altro punto è la necessità di istituire un Osservatorio sul disagio sociale e una rete di centri di ascolto. Credo sia necessario, infatti, intervenire per eliminare il disagio sociale, ovunque si presenti ed in qualsiasi forma si manifesti.»

Il tema della prevenzione del disagio sociale legato alle differenze sessuali, «esattamente come avviene per gli anziani, i giovani, i portatori di handicap, gli immigrati», è anche uno dei punti qualificanti del progetto politico di Riccardo Gottardi, 26enne candidato DS al consiglio comunale di Pisa, che vorrebbe introdurre a questo proposito «la sperimentazione di un sistema integrato di gestione sociosanitaria tra Comune, Azienda sanitaria ed associazioni private.»

Altro candidato dell’Arcigay in Toscana è Riccardo Roni, 21 anni, che corre per la poltrona di consigliere comunale a Viareggio. In una recente intervista a “Toscana G&l” (il nuovo magazine dell’informazione regionale per la comunità gay e lesbica; vedi anche www.gel-online.it) il giovane candidato diessino sosteneva la necessità di incrementare il turismo gay non solo nella regione del “Friendly Versilia“, ma in tutte le altre realtà territoriali favorevoli allo sviluppo del turismo di settore. Inoltre, Roni chiedeva alle istituzioni maggiore attenzione alle politiche formative, «come ad esempio il sussidio psicologico nelle scuole per tutti gli studenti», al fine di dare risposta ai disagi derivanti dalle differenze di orientamento sessuale.

La foto accanto al titolo è tratta da www.arcigaymilano.org

di Dario Remigi

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