Polizia: nasce l’ufficio per la tutela delle minoranze

A presentarlo oggi a Padova il Capo della Polizia Antonio Manganelli: “Abbiamo formato personale per tutela le minoranze gay, ebraiche e chiunque sia a rischio discriminazioni. Interventi rapidi”.

Il capo della polizia Antonio Manganelli ha presentato oggi un servizio di polizia per la difesa delle minoranze a rischio discriminazione. L’annuncio, fatto a Padova, è stato fatto in un momento in cui assume un significato particolare, all’indomani dell’aggressione ad una coppia di gay avvenuta in pieno centro la scorsa settimana proprio in città, e dell’incontro con le associazioni gay chiesto dopo il pestaggio di Roma di fine maggio. "Sono lieto di poter annunciare qui da Padova – ha detto Manganelli, intervenuto all’inaugurazione di alcuni nuovi uffici della Questura – che ieri in serata ho firmato un provvedimento per la costituzione di un ufficio centrale dedicato alle minoranze che dipenderà dalla struttura della polizia criminale".

"Questo nuovo ufficio sarà un osservatorio sulle minoranze come quella degli omosessuali, la minoranza ebraica e quante sono a rischio di discriminazione – ha proseguito Manganelli -: gli esponenti di queste minoranze avranno ascolto, spazi a disposizione ed interlocutori per un diretto dialogo con le forze di polizia. Potranno segnalare fenomeni sul territorio e vi sara’ uno spazio a loro disposizione sul nostro sito web. A questo scopo è stato formato del personale qualificato per il dialogo, la risoluzione dei problemi e l’intervento rapido". Manganelli ha inoltre voluto ringraziare gli uomini della Questura di Padova ed il questore "per la rapida individuazione e denuncia dell’autore dell’aggressione ai danni di una coppia di gay avvenuta in pieno centro a Padova la settimana scorsa".

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Le associazioni GayLib e Arcigay esprimono piena soddisfazione per la costituzione presso la Centrale Operativa della CriminalPol di un Ufficio Centrale dedicato alle minoranze tra le quali quella gay lesbica e trans.

"Siamo assolutamente soddisfatti della prontezza d’intervento con cui il Capo della Polizia di Stato Antonio Manganelli ha pienamente recepito il senso della nostra preoccupazione" si legge in un comunicato firmato dai presidenti di GayLib e Arcigay che lo scorso 3 giugno erano, appunto stati ricevuti da Manganelli per discutere misure di collaborazione tra le associazioni e le forze dell’ordine contro l’omofobia.

"Siamo certi – proseguono Oliari e Patané – che la Polizia di Stato tramite questo nuovo ufficio mirato alla prevenzione e alla repressione delle violenze a sfondo ideologico porterà a casa i migliori risultati possibili a vantaggio della sicurezza e della libertà di tutti i cittadini davvero senza distinzioni. Ringraziamo il Capo della Polizia di Stato, Manganelli e il suo staff di collaboratori per la sensibilità e l’operatività dimostrata.  Vogliamo poi congratularci con gli uomini della Questura di Padova che in quarantotto ore sono riusciti a individuare e catturare i responsabili dell’ultimo duro attacco a sfondo omofobico che ha visto vittima una coppia di ragazzi gay nell’ultimo fine settimana".

"La strada imboccata nella lotta all’omofobia è quella giusta – aggiungono i presidenti di GayLib e Arcigay – e vorremmo che il Parlamento desse seguito all’importante gesto compiuto dalla Polizia di Stato con una modifica normativa che vada ad inserire l’orientamento sessuale e l’identità di genere tra le discriminazioni sanzionate nel testo della legge vigente 205/93, la cosiddetta legge Mancino".

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"Desidero ringraziare il Capo della Polizia, Antonio Manganelli per aver voluto creare questa struttura che sarà certamente molto utile nel combattere i rischi di discriminazione, purtroppo molto alti in questo momento storico nel nostro Paese. Voglio anche ringraziare Manganelli – ha dichiarato Anna Paola Concia, deputata del Pd e firmataria del disegno di legge contro l’omofobia – perché, presentando l’iniziativa a Padova, a seguito di una recente ed ennesima violenza a danno di giovani omosessuali, ha voluto porre l’accento sull’importanza della formazione per gli agenti e i funzionari di polizia che andranno a comporre il nuovo nucleo per la tutela delle minoranze. Al Capo della Polizia rivolgo l’invito a guardare con attenzione a quanto accade in Germania, dove esiste una polizia gayfriendly, ben addestrata e in costante contatto con le associazioni lgbt, sono certa che anche in Italia quel modello potrebbe dare frutti importanti".