Poliziotto fuori servizio massacrato di botte a Liverpool

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Era fuori da un locale al centro della città con il proprio compagno ed alcuni amici quando un gruppo di 20 ragazzini li ha assaliti. Adesso James Parkes...

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L’agente in addestramento James Parkes, 22 anni e gay, pensava di trascorrere una normale serata in compagnia del proprio partner e di alcuni amici in un locale del centro di Liverpool la scorsa domenica. Ma intorno alle 22 una ventina di ragazzi si sono avvicinati al gruppo ed hanno aggredito alcuni di loro tra cui il più grave è proprio James Parkes che ha riportato gravi lesioni alla testa e adesso lotta tra la vita e la morte in ospedale. Tra gli aggressori anche alcuni minorenni di 14, 15 e 17 anni. La brutale aggressione, che è costata a Parkes fratture multiple alla scatola cranica, una frattura all’orbita oculare e di uno zigomo, è avvenuta davanti al Superstar Boudoir di Stanley Street, strada che rimarrà chiusa finché gli investigatori non termineranno tutti i rilievi e la raccolta delle prove.

Un portavoce del distretto Merseyside Police, quello in cui stava seguendo il suo addestramento per diventare un agente lo stesso James, ha dichiarato che la natura dell’aggressione è chiaramente omofobica e stando ad alcuni testimoni l’età massima degli aggressori non doveva superare i 18 anni.

"Questa vicenda mostra che ci sono persone che non hanno ancora capito che questi crimini sono completamente inaccettabili – ha dichiarato l’ispettore di polizia Tim Keelan -. I crimini dettati dall’odio ricevono la piena attenzione della polizia: non ci fermeremo finche’ i responsabili non saranno portati davanti alla giustizia".

Uno degli attivisti dell’assoziazione lgbt britannica Stonewall, Derek Munn ha voluto sottolineare come, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, gli attacchi omofobi in Inghilterra siano in aumento. "E’ vero che è aumentato l’impegno di polizia e sistema giudiziario contro i crimini di odio omofobico. Questo è positivo – ha precisato Munn -. Ma noi sappiamo dalle nostre ricerche, sostenute anche dal ministero dell’Interno, che una persona omosessuale su cinque è stata vittima di uno di questi crimini negli ultimi tre anni, anche se la maggioranza di loro non li denuncia".

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