Polonia, la comunità LGBT si ribella all’oppressione e alle violenze

Il pride di Bialystok è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Lo spettro del fascismo circola in Polonia e noi non possiamo accettare la violenza contro le marce delle persone Lgbt come quella dell’altra settimana a Bialystok“. Con questo slogan, Varsavia e altre 20 città della Polonia sono state invase dalla comunità LGBT, per dire no alla dilagante omofobia del Paese. Le manifestazioni si sono tenute sabato e domenica, dopo i fatti avvenuti al pride di Bialystok, avvenuto sabato 20 luglio. Per l’occasione, diversi militanti di estrema destra erano giunti da tutta la Polonia per contro-manifestare alla parata, lanciando pesanti insulti omofobi. Ma non solo. Anche pietre, bottiglie di urina, uova e interi sacchi di immondizia.

La Polizia che nel corso della parata era intervenuta e aveva arrestato 77 manifestanti di estrema destra, i quali avevano iniziato ad aggredire i presenti alla marcia. Tra i responsabili di questa inaudita violenza, pare ci sia anche la Chiesa, che in Polonia ricopre un ruolo molto importante. E che in vista del pride aveva attaccato l’intera comunità LGBT, trovando naturalmente l’appoggio dei fedeli.

Manifestazione anti omofobia in 21 città della Polonia

A Bialystok, hanno partecipato le rappresentanze dei partiti WiosnaRazem e Sojusz Lewicy Demokratycznej. Sono questi gruppi politici che hanno organizzato l’evento, e che per ora non hanno seggi in Parlamento. Come nelle altre 20 città, anche qui la Polizia non ha autorizzato la marcia prevista, trasformando la protesta in una manifestazione davanti al Teatro Drammatico. Stessa cosa a Varsavia, dove i manifestanti si sono posizionati nel Palazzo della Cultura e della Scienza.

In tutte le città, sventolavano bandiere arcobaleno e dell’Europa, e si attaccava il partito di maggioranza Prawo i Sprawiedliwość e la Chiesa. Secondo la comunità, sono loro i principali artefici del clima di omofobia, che legittima la popolazione ad attaccare le persone LGBT senza problemi.

Un intervento importante e significativo è stato quello dell’europarlamentare Robert Biedrón, il quale è anche fondatore e presidente di Wiosna (partito politico polacco di centrosinistra).

Dal palco di Bialystok, ha spiegato:

Quando ho detto a mia madre che ero gay, era devastata. Perché aveva ascoltato la storiella che le persone omosessuali sono anormali. Oggi mia madre è qui con noi. Ha in mano una bandiera arcobaleno. Il cambiamento è possibile.

1 commento su “Polonia, la comunità LGBT si ribella all’oppressione e alle violenze

  1. La cosa che più’ ha colpito il mio Partner registrato ( mio marito ) e me al Pride di Berlino del 27 u.s. è stata la presenza di una piccola ( 4 ) delegazione della “Lambda” di Varsavia . Ci siamo commossi per i loro racconti e non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a non vivere in Paesi simili.

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