Polonia, dopo i Kaczynski anche Tunsk contro i gay

Il vicepresidente del parlamento ha dichiarato che il problema delle persone LGBT in Polonia è fittizio perchè non sono discriminate. Ma non parlategli di matrimonio.

"Il futuro premier non ha tempo per certe cavolate come incontrare gay,lesbiche e femministe".

Cambiano premier e governi, ma l’atteggiamento nei confronti del ‘mondo omosessuale‘ in Polonia sembra imperturbabile. Ne danno prova le parole del vicepresidente del parlamento Stefan Niesiolowski, stretto collaboratore del primo ministro in pectore e leader dei liberali di Piattaforma Civica, Donald Tusk.

"Il problema degli omosessuali in Polonia è fittizio, non esiste. Gay e lesbiche non sono discriminati", spiega Niesiolowski in una intervista con il quotidiano Rzeczpospolita. "Gridare alla discriminazione fa parte di una tattica ben studiata da queste organizzazioni, che raggira la società e che mira a pubblicizzare il loro stile di vita e ottenere nuovi privilegi come il matrimonio o l’adozione. Non si può".

"È chiaro – conclude il nuovo vicepresidente del parlamento – che gli omosessuali non devono in nessun caso essere discriminati nello società o al lavoro. Non ci può essere accordo però per elargire loro speciali privilegi".

Ti suggeriamo anche  Israele, scioccante rapporto: un attacco omofobo ogni 10 ore
Cinema gay

Paris is Burning, compie 30 anni il fantastico documentario sulla ball culture LGBT di New York

Lo strepitoso documentario di Jennie Livingston ha ispirato Ryan Murphy nella realizzazione di Pose.

di Federico Boni