Polonia: sconfitti gli omofobi “gemelli terribili”

Alle elezioni, complice il 55% dei votanti e al voto della comunità LGBT, i fratelli Kaczynski sono stati sconfitti. Esultano le associazioni omosessuali che per anni sono state duramente attaccate.

I “gemelli terribili”, come li avevano apostrofati alcuni tabloid anglosassoni hanno clamorosamente perso le elezioni polacche. A quanto pare, a favorire la sconfitta dei fratelli Kaczynski sarebbe stata l’altissima affluenza alle urne (55% contro il 40 delle scorse consultazioni), merito, anche della mobilitazione della comunità LGBT che ora esulta. “Il governo di Jaroslaw Kaczynski è stato il peggiore dal 1989. Abbiamo perso due anni”. Così aveva tuonato a due giorni del voto, Krzysztof Kliszczynski, presidente dell’Associazione Lambda, equivalente polacco dell’Arcigay. “Nessuno di noi voterà per Diritto e Giustizia (il partito dei Kaczynski) – aveva assicurato Krysztof -. La coalizione che ha governato fino a poco tempo fa (composta oltre che da Diritto e Giustizia anche da Lega delle famiglie polacche e Autodifesa) ha rappresentato il peggiore scenario politico della Polonia post-1989”. 

Negli ultimi anni le associazioni LGBT polacche hanno subito durissimi attacchi da parte delle autorità e in particolare dal conservatorismo dei gemelli Kaczynski (tra cui ricordiamo che Lech, il presidente, resterà in carica fino al 2010). Una delle più importanti e oltragiose deroghe ottenute dall’Ue dai due fratelli riguarda  il riconoscimento delle differenze di genere e l’orientamento sessuale: Lech Kaczynski"ha ottenuto tutto ciò che voleva" compresa la possibilità di non firmare (e quindi non adottare!) la Carta dei Diritti Fondamentali.

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La Polonia, quindi, grazie all’ultimo atto del premier può continuare a negare i diritti fondamentali dei cittadini che fanno parte delle minoranze, anche e soprattutto sessuali.

A ricoprire il ruolo di primo ministro del nuovo governo dovrebbe essere Donald Tusk, leader della Piattaforma, la coalizione finora rimasta all’opposizione, che si è detto pronto a ricucire le relazioni con la Ue, ad accelerare le riforme economiche e a ritirare le truppe dall’Iraq. "Il ruolo della Piattaforma sarà quello di far tornare la Polonia al cuore dell’Europa" ha dichiarato Bronislaw Komorowski, tra i massimi dirigenti della formazione vincitrice delle elezioni.