Polonia: le vittime Lgbt di crimini d’odio abbandonate al loro destino

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Le pesanti accuse di Amnesty International nei confronti del governo polacco

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Amnesty International ha preso di mira la Polonia per la “leggerezza giuridica” quando si tratta di proteggere le vittime Lgbt dai reati d’odio.

L’organizzazione per i diritti umani sostiene infatti che la Polonia debba cambiare la sua legislatura in merito alla protezione della comunità Lgbt, dei senzatetto e dei disabili.

Amnesty ha inoltre aggiunto che le persone Lgbt polacche si trovano di fronte ad una “diffusa e radicata discriminazione“, presentando come prova tangibile le statistiche che dimostrano l’altissima frequenza dei crimini d’odio sul territorio nazionale.

La Polonia ha un sistema giuridico a due livelli che protegge soltanto alcuni gruppi minoritari, abbandonando gli altri. Se sei un uomo gay o una donna lesbica, una persona con una disabilità o senzatetto e vieni attaccato a causa della tua natura, la polizia sarà autorizzata a trattare il tuo caso come un crimine ordinario, non come un crimine d’odio. Questa lacuna legislativa deve essere immediatamente colmata“, ha dichiarato Marco Perolini, esperto di Amnesty International riguardo la discriminazione in Europa e in Asia centrale. I membri della comunità Lgbt di Szczecin sostengono di vivere in un clima di incertezza e terrore, dopo che un ragazzo ventenne e stato picchiato a morte lo scorso gennaio. Il giovane era stato visto l’ultima volta all’uscita di un locale gay, il suo corpo è stato ritrovato in un cantiere edile, con i pantaloni abbassati ed il volto in una pozzanghera. La polizia ha trattato il crimine come non motivato da omofobia.

La Polonia ha compiuto alcuni lodevoli passi avanti per quanto riguarda la risposta ai crimini d’odio motivati ​​da razzismo e la xenofobia. Ma è difficile ritenersi soddisfatti sapendo che altri gruppi minoritari che vivono con le stesse paure quotidiane, non hanno avuto la stessa priorità“, ha aggiunto Perolini.

La Polonia ha obblighi derivanti dal diritto internazionale, al fine di garantire che tutti i gruppi di minoranza siano ugualmente tutelati dalla discriminazione. Il fatto che le autorità non riescono a farlo è discriminatorio in sé“. “La Polonia deve attuare misure concrete per garantire che tutti i gruppi di minoranza presenti nel paese ricevano la stessa protezione dalla legge. Il prossimo governo e il parlamento devono fare dei diritti umani una priorità, ponendosi come primo traguardo quello di porre fine alla discriminazione. Nessun polacco dovrebbe vivere nella paura di poter esprimere la sua vera natura“, ha concluso l’esperto.

di Davide Bertolino

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